Modena, controlli sulle armi: ritiri dopo certificato mancante
06/05/2026
La Polizia di Stato di Modena prosegue i controlli sui cittadini residenti nel territorio provinciale che detengono armi, con verifiche curate dalla Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura su disposizione del Questore Lucio Pennella. L’attività riguarda in particolare chi possiede armi senza essere titolare di un porto d’armi in corso di validità e che, secondo la normativa vigente dal 14 settembre 2019, è tenuto a presentare ogni cinque anni un certificato medico di idoneità psicofisica alla detenzione.
Certificato medico obbligatorio ogni cinque anni
La documentazione richiesta è la stessa prevista per il rilascio del nulla osta all’acquisto di armi. Il certificato deve attestare che il richiedente non sia affetto da malattie mentali o da patologie capaci di ridurre, anche temporaneamente, la capacità di intendere e di volere. Deve inoltre escludere l’assunzione, anche occasionale, di sostanze stupefacenti o psicotrope e l’abuso di alcol.
Il controllo periodico serve a verificare che la detenzione delle armi continui ad avvenire in condizioni compatibili con la sicurezza pubblica. Chi non presenta il certificato riceve una diffida formale; se entro i successivi 60 giorni la documentazione non viene consegnata, il nominativo viene segnalato al Prefetto per l’eventuale emissione del divieto di detenzione armi.
Ritirati diversi strumenti a un uomo di 93 anni
Negli ultimi giorni l’Ufficio Armi della Questura di Modena ha proceduto al ritiro di una pistola ad aria compressa, due carabine monocolpo e una carabina ad aria compressa detenute da un uomo di 93 anni. Il provvedimento è arrivato dopo la mancata presentazione del certificato medico richiesto, nonostante la diffida già notificata.
L’attività della Polizia Amministrativa rientra in una più ampia azione di monitoraggio sulla regolarità della detenzione delle armi nel Modenese. Le verifiche non riguardano soltanto il possesso materiale degli strumenti, ma anche il rispetto degli obblighi sanitari e amministrativi previsti dalla legge, elementi ritenuti necessari per prevenire situazioni di rischio.
La procedura dopo la diffida
La Questura ricorda che la mancata consegna del certificato non comporta automaticamente il divieto, ma attiva un percorso amministrativo preciso. Dopo la diffida, il detentore dispone di due mesi per regolarizzare la propria posizione. In assenza della certificazione, gli atti vengono trasmessi alla Prefettura, che può adottare il divieto di detenzione e disporre il ritiro delle armi già possedute.
I controlli continueranno su tutto il territorio modenese, con l’obiettivo di garantire che la detenzione avvenga nel rispetto delle norme e delle condizioni di idoneità richieste. La Questura invita quindi i detentori interessati a verificare la validità della propria documentazione sanitaria e a rispettare le scadenze previste.
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