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Modena, burattini tra memoria e futuro alla Feltrinelli

06/05/2026

Modena, burattini tra memoria e futuro alla Feltrinelli

Venerdì 8 maggio, alle 18, la libreria Feltrinelli di via Cesare Battisti 17 a Modena ospita l’incontro “Dietro il sipario: i burattini modenesi tra storia, memoria e innovazione”, un dialogo pubblico tra il sindaco Massimo Mezzetti e Moreno Pigoni, burattinaio, pedagogo teatrale e cofondatore della compagnia “I Burattini della Commedia”. L’appuntamento, a ingresso libero, sarà dedicato al teatro di figura come patrimonio identitario del territorio modenese e come linguaggio capace di rinnovarsi dentro percorsi educativi, sociali e culturali.

Una tradizione radicata nelle piazze emiliane

L’incontro proporrà un viaggio nella storia dei burattini modenesi, partendo dalle piazze, dai cortili e dai contesti popolari dell’Emilia, dove il teatro di figura ha costruito nel tempo un rapporto diretto con le comunità. Personaggi, maschere e storie hanno accompagnato generazioni di spettatori, contribuendo a formare una memoria collettiva fatta di ironia, narrazione orale, critica sociale e partecipazione.

Nel confronto tra Mezzetti e Pigoni sarà dato spazio alle figure simboliche della tradizione modenese, al loro significato culturale e alla loro capacità di attraversare epoche diverse senza perdere forza comunicativa. I burattini, nati come forma di spettacolo popolare, conservano infatti un legame profondo con il territorio, perché raccontano modi di parlare, gesti, caratteri e tensioni sociali riconoscibili.

Il teatro di figura come strumento educativo

Accanto alla dimensione storica, l’appuntamento guarderà alle esperienze più recenti, nelle quali il teatro di figura viene utilizzato anche in ambito pedagogico, relazionale e formativo. I burattini possono diventare strumenti di ascolto, mediazione e racconto, capaci di aiutare bambini, ragazzi e adulti a elaborare emozioni, costruire relazioni e partecipare a percorsi creativi condivisi.

La presenza di Moreno Pigoni permetterà di approfondire proprio questo passaggio: dal palcoscenico tradizionale alle pratiche educative contemporanee, dove la figura animata diventa un dispositivo narrativo flessibile, adatto a contesti scolastici, sociali e di cura. In questa prospettiva, la tradizione non viene conservata come reperto immobile, ma continua a produrre nuove possibilità di incontro e comunicazione.

Memoria popolare e nuove pratiche culturali

L’iniziativa alla Feltrinelli si inserisce in una riflessione più ampia sul valore delle arti popolari nella vita culturale cittadina. Parlare di burattini a Modena significa richiamare una storia che appartiene alle famiglie, agli spazi pubblici e alla formazione di un immaginario comune, ma anche interrogarsi su come quel patrimonio possa continuare a parlare alle nuove generazioni.

Il dialogo tra il sindaco e Pigoni metterà quindi in relazione memoria, identità locale e innovazione, mostrando come il teatro di figura possa restare un linguaggio vivo, capace di unire racconto, educazione e partecipazione. L’ingresso libero rende l’incontro accessibile a cittadini, appassionati, educatori e a chi desidera riscoprire una forma d’arte profondamente legata alla storia modenese.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.