Modena, acceso confronto in Aula sulla mozione sulle donne nella ricostruzione democratica
16/04/2026
Un confronto ampio, articolato e a tratti acceso ha accompagnato in Consiglio comunale a Modena l’approvazione della mozione dedicata alla valorizzazione del ruolo delle donne modenesi nella ricostruzione democratica. Il documento, presentato da Pd, Avs, M5s, Modena civica, Spazio democratico e Pri-Azione, è stato preceduto da un dibattito che ha messo in evidenza visioni differenti sul modo di raccontare la storia e sul significato della memoria istituzionale.
Al centro della discussione, la scelta di concentrarsi sul periodo immediatamente successivo alla Seconda guerra mondiale e sul primo voto delle donne, considerato da alcuni un passaggio fondativo della democrazia, da altri una lettura parziale se non accompagnata da una visione più ampia dell’evoluzione storica.
Le critiche dell’opposizione: “Una narrazione parziale”
Dai banchi dell’opposizione, in particolare Fratelli d’Italia ha espresso forti perplessità sull’impostazione della mozione. Elisa Rossini ha parlato di una narrazione “a senso unico”, sostenendo la necessità di includere l’intero percorso storico degli ultimi ottant’anni, senza limitarsi ai primi anni della Repubblica. Una posizione condivisa anche da Luca Negrini, che ha definito il documento “sbilanciato”, e da Ferdinando Pulitanò, secondo cui il testo rischierebbe di trasformare una fase storica in una lettura “ideologicamente orientata”.
Le critiche si sono concentrate sull’assenza di riferimenti a fasi più recenti della storia italiana e sulla richiesta di una visione più pluralista, capace di rappresentare tutte le esperienze politiche e sociali. Anche dalla Lega, con Giovanni Bertoldi, è arrivata una valutazione articolata: pur riconoscendo elementi positivi, è stata sottolineata la necessità di ampliare il racconto, includendo contributi provenienti da diverse culture politiche.
Un invito alla complessità è arrivato anche da Andrea Mazzi (Modena in ascolto), che ha richiamato il valore storico del voto alle donne, ma ha evidenziato come il percorso dei diritti sia stato tutt’altro che lineare, fatto di progressi e arretramenti, e quindi meritevole di una lettura più ampia e critica.
La maggioranza: “Un atto storico, non ideologico”
Dalla maggioranza è arrivata una difesa compatta dell’impostazione della mozione, interpretata come un atto di valorizzazione di un passaggio fondativo, piuttosto che come una ricostruzione esaustiva dell’intera storia repubblicana. Per Lucia Connola (Pd), il primo voto delle donne rappresenta “qualcosa che riguarda direttamente chi siamo oggi”, mentre Alberto Bignardi ha parlato di un documento “storico e non ideologico”, volto a colmare un riconoscimento ancora incompleto del contributo femminile.
Stefano Manicardi ha chiarito che la scelta di concentrarsi sul secondo dopoguerra non implica alcuna volontà di escludere il resto della storia, ma risponde alla necessità di approfondire un momento specifico. Sulla stessa linea Federica Di Padova, che ha sottolineato come l’obiettivo sia legato all’ottantesimo anniversario del voto femminile, e Diego Lenzini, che ha evidenziato il valore di quel passaggio come “nuovo inizio” per il Paese.
Per Avs, Laura Ferrari e Martino Abrate hanno ribadito che la mozione intende valorizzare un momento chiave in cui le donne diventano cittadine a pieno titolo, proponendo anche iniziative concrete come la dedicazione di spazi pubblici alle Madri Costituenti. Una prospettiva condivisa anche dal Movimento 5 Stelle, con Giovanni Silingardi, che ha richiamato la continuità tra Resistenza e partecipazione politica femminile, sottolineando come la piena parità sia ancora un obiettivo da raggiungere.
Il dibattito ha così messo in luce non solo differenti interpretazioni storiche, ma anche il ruolo attuale della memoria pubblica, tra commemorazione e impegno civile. Un confronto che, pur nelle divergenze, ha riportato al centro il tema della partecipazione femminile e della costruzione della democrazia, confermando quanto il passato continui a interrogare il presente.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.