Modena, Biblioteca Delfini: il Comune replica alla Cisl
05/06/2026
Il Comune di Modena ha replicato alle dichiarazioni della Cisl Fp Emilia Centrale sui contratti a tempo determinato in servizio alla Biblioteca Delfini, precisando che la gestione dei rapporti di lavoro è avvenuta nel pieno rispetto delle norme vigenti. L’Amministrazione comunale chiarisce che alcune proroghe non sono state possibili a causa del limite massimo previsto dalla legge nazionale per i contratti a termine nel pubblico impiego.
Il limite dei 36 mesi per i contratti a termine
La posizione dell’ente è stata illustrata dal direttore generale del Comune di Modena, Lorenzo Minganti, che ha richiamato il quadro normativo applicabile ai contratti a tempo determinato. Secondo quanto precisato dall’Amministrazione, la legge nazionale stabilisce un tetto massimo di 36 mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, oltre il quale non è consentito proseguire il rapporto con ulteriori estensioni.
Per questo motivo, nel caso di alcuni lavoratori a tempo determinato impiegati alla Biblioteca Delfini, non è stato possibile procedere con una proroga fino al 31 dicembre 2026. Il Comune sottolinea che si tratta di un vincolo tassativo, che l’ente è tenuto a rispettare e che non lascia margini per atti amministrativi in contrasto con la disciplina vigente.
Minganti ha evidenziato che tutti i collaboratori rappresentano risorse preziose per l’Amministrazione comunale e che l’obiettivo dell’ente resta quello di valorizzarne le competenze. Le scelte relative al personale, tuttavia, devono essere assunte entro i confini fissati dalla legge e dai contratti applicabili al lavoro pubblico.
La risposta alle critiche del sindacato
La replica arriva dopo le dichiarazioni della Cisl Fp Emilia Centrale sulla situazione dei contratti a termine presso la Biblioteca Delfini. Il Comune contesta l’impostazione della critica sindacale, sostenendo che nella ricostruzione pubblica non sia stato richiamato il vincolo nazionale dei 36 mesi, considerato invece centrale per comprendere le decisioni assunte.
Il direttore generale ha riconosciuto l’amarezza dei lavoratori coinvolti, definendo la situazione spiacevole, ma ha ribadito che l’Amministrazione non avrebbe potuto adottare proroghe considerate nulle dalla normativa. Atti di questo tipo, secondo quanto precisato dal Comune, avrebbero potuto comportare responsabilità erariale per l’ente e per i dirigenti competenti.
L’Amministrazione conferma la disponibilità a valutare ogni possibilità utile per impiegare al meglio le professionalità coinvolte, purché nel rispetto della legalità. Il punto indicato dal Comune è quindi duplice: riconoscere il valore del personale e, allo stesso tempo, evitare soluzioni non compatibili con il quadro normativo del pubblico impiego.
Attenzione al sistema bibliotecario e alle professionalità
Il Comune di Modena ribadisce anche la propria attenzione alle esigenze organizzative del sistema bibliotecario cittadino. La Biblioteca Delfini rappresenta uno dei presidi culturali più rilevanti della città e la continuità dei servizi resta un tema seguito dall’Amministrazione nell’ambito della programmazione del personale e delle attività rivolte al pubblico.
La vicenda dei contratti a termine si inserisce dunque in un equilibrio delicato tra necessità organizzative, tutela delle professionalità e rispetto delle regole che disciplinano il lavoro pubblico. L’ente assicura di voler continuare a valorizzare le competenze presenti nel sistema, ma senza derogare ai limiti previsti dalla normativa nazionale.
La risposta del Comune chiude, almeno sul piano amministrativo, il confronto aperto dalle dichiarazioni sindacali, confermando che le decisioni adottate sui rapporti a tempo determinato della Biblioteca Delfini sono state assunte sulla base dei vincoli di legge e delle responsabilità connesse alla gestione del personale pubblico.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to