Modena, finta multa al telefono: allarme truffe contro anziani
27/04/2026
Si è presentato come un agente della Polizia Municipale, ha parlato di una contravvenzione e ha citato perfino una targa, nel tentativo di rendere credibile una chiamata che, alla verifica dei fatti, si è rivelata con ogni probabilità un tentativo di truffa. L’episodio, avvenuto a Modena il 14 aprile, è stato segnalato alla Polizia locale, che ora richiama l’attenzione dei cittadini, soprattutto delle persone più anziane, su un metodo di raggiro costruito per apparire plausibile e spingere chi risponde a fornire informazioni personali.
La chiamata sospetta e il dettaglio della contravvenzione inesistente
A ricevere la telefonata è stato un cittadino modenese, contattato sul numero fisso di casa da un interlocutore che si è qualificato come appartenente alla Polizia locale. Durante la conversazione, il sedicente agente ha sostenuto che risultasse una multa a carico di un’automobile, indicando anche la targa del veicolo e affermando che fosse intestato alla moglie dell’uomo. Un passaggio studiato con attenzione, perché l’inserimento di particolari concreti serve spesso a creare fiducia e a mettere sotto pressione chi ascolta.
In questo caso, però, qualcosa non tornava. L’uomo, inizialmente sorpreso, ha fatto presente che la moglie non aveva mai avuto veicoli intestati e, soprattutto, non aveva mai conseguito la patente. Proprio questa contraddizione ha fatto emergere i primi dubbi sulla reale identità dell’interlocutore e sulla fondatezza della contestazione. A quel punto il sospetto di trovarsi di fronte a una telefonata costruita ad arte ha preso consistenza.
L’episodio è stato poi riferito alla figlia, che ha ritenuto opportuno informare il Comando della Polizia locale. La segnalazione ha consentito di ricondurre il caso a un probabile tentativo di raggiro, inserendolo in un quadro più ampio di telefonate anomale che sfruttano il nome delle forze dell’ordine o di enti pubblici per far leva sulla preoccupazione dei destinatari.
Il bersaglio sono spesso gli anziani soli in casa
La modalità segnalata a Modena rientra in una tipologia di truffa telefonica ormai ricorrente, nella quale chi chiama cerca di creare un clima di urgenza, confusione o timore. Il riferimento a una sanzione, a un problema amministrativo o a una contestazione di cui il cittadino non sa nulla serve proprio ad abbassare le difese e a spingere la persona contattata a reagire d’istinto, senza il tempo necessario per riflettere o verificare.
Le persone anziane, soprattutto se raggiunte sul telefono fisso e magari sole in casa, rappresentano uno dei bersagli più esposti. Il tono apparentemente ufficiale, l’uso di formule credibili e il richiamo a pratiche burocratiche o sanzioni possono indurre a consegnare dati personali, coordinate bancarie o altri elementi sensibili. In alcuni casi la telefonata è solo il primo passo di una strategia più complessa, che può proseguire con ulteriori contatti o con richieste di pagamento.
L’invito della Polizia locale: nessun dato al telefono
Per questo la Polizia locale ribadisce un’indicazione precisa: non vengono effettuate telefonate o inviate email per chiedere pagamenti immediati, dati bancari o informazioni riservate. In presenza di comunicazioni di questo tipo, il comportamento corretto è interrompere la conversazione, non fornire alcun elemento personale e contattare direttamente gli uffici competenti attraverso i canali ufficiali.
La tempestività delle segnalazioni resta decisiva. Comunicare subito episodi sospetti consente infatti di monitorare il fenomeno, avvisare la cittadinanza e ridurre il rischio che altri possano cadere nello stesso tranello. Il caso emerso a Modena conferma quanto questi tentativi siano costruiti su dettagli apparentemente convincenti, ma anche quanto una verifica attenta possa risultare determinante per smontare il raggiro prima che produca conseguenze.
Articolo Precedente
Modena, alla Palestra digitale arriva il Coding Gym gratuito
Articolo Successivo
Modena, steward aggredito: Daspo fino a 10 anni per tre tifosi