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Modena, aggredì un 14enne dopo la partita: Daspo di 5 anni

30/04/2026

Modena, aggredì un 14enne dopo la partita: Daspo di 5 anni

Un cittadino albanese di 41 anni, padre di un giovane calciatore, ha ricevuto dalla Polizia di Stato di Modena un Daspo della durata di 5 anni dopo l’aggressione a un ragazzo di 14 anni avvenuta al termine di una partita del campionato “Giovanissimi 2011”. Il provvedimento, emesso dal Questore di Modena Lucio Pennella, è stato notificato nei giorni scorsi dopo gli accertamenti condotti dalla Divisione Anticrimine.

L’aggressione al centro sportivo di Vignola

L’episodio risale al 19 aprile e si è verificato al centro sportivo “Il Poggio” di Vignola, dove si era disputato l’incontro tra Asd Visport di Vignola e Asd San Giorgio di Sassuolo, valido per il campionato di categoria Giovanissimi 2011. Secondo quanto ricostruito attraverso le testimonianze raccolte dagli ufficiali di polizia giudiziaria intervenuti sul posto, il 41enne, genitore di uno dei giocatori della squadra sassolese, avrebbe aggredito con violenza un atleta quattordicenne della formazione avversaria mentre il ragazzo stava rientrando negli spogliatoi.

Il giovane calciatore è stato accompagnato subito al pronto soccorso dell’ospedale di Vignola, dove è stato visitato e poi dimesso con una prognosi di 7 giorni. La dinamica dell’accaduto, ricostruita dagli operatori intervenuti dopo la segnalazione, ha portato la Questura a valutare la condotta come particolarmente grave, anche per il contesto in cui si è verificata: una gara giovanile, con protagonisti ragazzi minorenni.

Interdizione assoluta dagli impianti sportivi

Il Daspo notificato al 41enne dispone il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per cinque anni. La misura, prevista per prevenire ulteriori episodi di violenza in ambito sportivo, comporta l’interdizione dagli impianti e dagli eventi interessati dal provvedimento, con l’obiettivo di tutelare atleti, famiglie, società sportive e pubblico.

Nel motivare la decisione, la Questura ha posto l’accento sulla gravità del comportamento attribuito al genitore, che con l’aggressione a un minorenne avrebbe tradito il proprio ruolo educativo e lo spirito stesso dello sport. Il contesto giovanile rende l’episodio ancora più delicato, perché le competizioni di categoria dovrebbero rappresentare un luogo di crescita, rispetto delle regole, confronto leale e responsabilità degli adulti presenti.

La linea della Questura contro la violenza nello sport

Il provvedimento firmato dal Questore Pennella conferma una linea di fermezza nei confronti di condotte violente o intimidatorie legate alle manifestazioni sportive. La passione per una squadra o per una gara non può trasformarsi in aggressione, specialmente quando la vittima è un ragazzo di 14 anni impegnato in un’attività sportiva giovanile.

La misura adottata dalla Polizia di Stato punta anche a lanciare un messaggio alle comunità sportive: la presenza degli adulti accanto ai giovani atleti deve essere improntata al rispetto, alla tutela e all’esempio. Nei campionati giovanili, il comportamento di genitori e accompagnatori incide profondamente sul clima delle partite e sulla percezione dello sport da parte dei ragazzi.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.