Modena, incontri pubblici su uso e abuso di sostanze tra prevenzione e consapevolezza
13/04/2026
Modena apre uno spazio di confronto pubblico su un tema che continua a interrogare famiglie, scuole, educatori e operatori sociali: l’uso e l’abuso di sostanze legali e illegali, con tutto ciò che ne deriva sul piano personale, relazionale e collettivo. Il ciclo di incontri promosso dal Comune, in collaborazione con la Polizia Locale e Ceis Fondazione Onlus, nasce con un obiettivo preciso, quello di portare fuori dai linguaggi tecnici una questione spesso affrontata soltanto quando il problema è già esploso, provando invece a costruire un terreno più ampio di consapevolezza e prevenzione.
L’iniziativa si inserisce nel progetto “Scuole Sicure Modena: azioni integrate tra prevenzione e contrasto al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti – A.S. 2025/2026” e punta a coinvolgere la cittadinanza con un approccio diretto, accessibile e radicato nella realtà quotidiana. Il messaggio che accompagna il percorso è netto: non lasciare che una dipendenza sottragga libertà, lucidità e possibilità di scelta nei luoghi in cui si cresce, si studia, si pratica sport e si costruiscono relazioni.
Un percorso pubblico per comprendere i rischi reali delle dipendenze
Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 15 aprile alle 18 nella sala Villaggio Giardino, in via Marie Curie 22/B, con un incontro dal titolo “Dipende da me – le sostanze legali e illegali: uso, abuso e dipendenza. Rischi e conseguenze”. Il cuore dell’iniziativa sta proprio nella volontà di distinguere, chiarire, nominare con precisione ciò che troppo spesso viene semplificato o banalizzato, soprattutto quando si parla di comportamenti che possono apparire marginali o occasionali e che invece, nel tempo, rischiano di trasformarsi in abitudini distruttive.
Ad accompagnare il pubblico saranno due figure che uniscono competenze differenti ma complementari: Marco Sirotti, psicologo psicoterapeuta, coordinatore dell’area dipendenze del gruppo Ceis di Modena e docente di pedagogia delle dipendenze all’Istituto Toniolo, e Luigi Scannapieco, commissario del settore Polizia Locale, legalità e sicurezze. L’intreccio tra lettura clinica, esperienza educativa e presidio del territorio rende il confronto particolarmente utile, perché permette di osservare il fenomeno da più prospettive, senza ridurlo né a un fatto esclusivamente sanitario né a una questione soltanto repressiva.
L’attenzione sarà rivolta agli effetti del consumo di sostanze e alle conseguenze che possono investire la vita quotidiana, la sfera emotiva, il rendimento scolastico, il rapporto con gli altri e la percezione di sé. Parlare di rischio, in questo contesto, significa anche riconoscere i segnali iniziali, capire come si costruisce una dipendenza e comprendere quanto il confine tra uso e abuso possa diventare fragile in assenza di strumenti adeguati.
Prevenzione, ascolto e strumenti per affrontare il problema
Il secondo incontro si terrà martedì 5 maggio alle 18 presso la sala Viterbo, in via Viterbo 80, e avrà come titolo “Dipende da noi – le dipendenze da sostanze legali e illegali: come prevenirle, come affrontarle”. Già nella formulazione emerge un passaggio importante: dalla responsabilità individuale si passa a una dimensione collettiva, che chiama in causa comunità educante, istituzioni e reti di sostegno. In apertura sono previsti i saluti dell’assessora alla Sicurezza urbana integrata, Polizia locale e Coesione sociale Alessandra Camporota.
Anche in questo secondo appuntamento interverranno Sirotti e Scannapieco, guidando un confronto che proverà a offrire strumenti concreti per riconoscere situazioni di vulnerabilità, prevenire derive pericolose e affrontare eventuali percorsi di dipendenza con maggiore consapevolezza. La prevenzione, infatti, non coincide con un semplice elenco di divieti, ma con la capacità di creare contesti informati, adulti presenti e occasioni di dialogo credibili, soprattutto per i più giovani.
La scelta di proporre incontri pubblici, a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, restituisce il senso di un’iniziativa che non vuole parlare soltanto agli addetti ai lavori. C’è la volontà di coinvolgere la città, di rendere visibile un tema che attraversa scuole, famiglie e luoghi del tempo libero, e di farlo senza moralismi, ma con rigore e responsabilità. In una fase in cui il confronto educativo appare spesso frammentato, creare occasioni di ascolto e approfondimento come queste significa offrire alla comunità uno strumento in più per leggere la realtà e intervenire prima che il disagio si trasformi in dipendenza consolidata.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to