Zocca, operazione anti-bracconaggio: denunciati un modenese e un bresciano
12/02/2026
Un’operazione mirata contro il bracconaggio si è conclusa nei giorni scorsi con la denuncia di due uomini all’autorità giudiziaria. La Polizia Provinciale di Modena ha ricostruito un episodio avvenuto sulle colline di Zocca alla fine di ottobre, individuando un cittadino bresciano e un modenese ritenuti coinvolti nell’abbattimento illegale di un daino.
L’attività investigativa, condotta nelle settimane successive ai fatti, ha consentito agli agenti di delineare un quadro che configurerebbe un’azione organizzata in violazione delle norme venatorie vigenti.
Daino abbattuto in giornata di silenzio venatorio
Secondo quanto emerso dalle indagini, il cittadino bresciano si sarebbe recato nel territorio modenese, con la probabile complicità di un soggetto locale, in una giornata di silenzio venatorio, abbattendo un daino in una zona dove la caccia è vietata e in un periodo in cui la stagione per questa specie risultava chiusa.
Un comportamento che, oltre a violare le disposizioni regionali e nazionali in materia di caccia, incide direttamente sulla tutela della fauna selvatica e sugli equilibri ambientali del territorio collinare.
Alle operazioni investigative hanno collaborato la Stazione dei Carabinieri di Zocca, la Polizia Locale dell’Unione Terre dei Castelli e la Polizia Stradale di Modena, che hanno fornito supporto nelle fasi di accertamento e ricostruzione dei fatti.
Droni, fototrappole e pattugliamenti: il piano provinciale contro il bracconaggio
L’episodio si inserisce in un più ampio piano di contrasto al bracconaggio che la Polizia Provinciale di Modena sta portando avanti sul territorio, con controlli mirati nelle aree a maggiore incidenza di attività venatoria. Le operazioni si avvalgono anche di strumenti tecnologici come droni a infrarossi, fototrappole, mezzi speciali e pattugliamenti periodici, con l’obiettivo di prevenire e reprimere violazioni in materia di caccia e pesca.
In Emilia-Romagna il contrasto al fenomeno si sviluppa attraverso l’attuazione del Piano d’azione nazionale anti-bracconaggio, con controlli intensificati sia nelle zone costiere sia nelle aree interne, in particolare durante la stagione venatoria. Polizie Provinciali e Carabinieri Forestali operano in sinergia, segnalando all’autorità giudiziaria eventuali illeciti accertati.
Le autorità ricordano inoltre che la collaborazione dei cittadini resta fondamentale: eventuali attività sospette possono essere segnalate ai Carabinieri Forestali o alla Polizia Provinciale, contribuendo così alla tutela della fauna selvatica e del patrimonio ambientale.