Strage di Monchio, Costrignano e Susano: commemorato l’82° anniversario con il procuratore De Paolis
23/03/2026
A Costrignano di Palagano, nella giornata di domenica 22 marzo 2026, la comunità si è riunita per ricordare l’82esimo anniversario della strage di Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero, uno degli episodi più drammatici dell’occupazione nazifascista sull’Appennino modenese. La cerimonia civile e religiosa ha reso omaggio alle 136 vittime dell’eccidio del 18 marzo 1944, restituendo al ricordo collettivo un momento di profonda partecipazione e riflessione.
La mattinata si è aperta con la celebrazione della Santa messa, alla presenza delle autorità locali e del procuratore generale militare Marco De Paolis, figura centrale nelle indagini che negli anni hanno permesso di fare luce sulle responsabilità legate a quei fatti. Durante la funzione, il vicario generale dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, monsignor Giuliano Gazzetti, ha richiamato il valore della preghiera come occasione per rinnovare la consapevolezza sul significato della pace, sottolineando la necessità di un impegno condiviso per costruire una convivenza fondata su solidarietà e responsabilità.
Memoria, giustizia e testimonianza storica
Al termine della celebrazione religiosa, è stata deposta una corona in ricordo delle vittime della rappresaglia compiuta dalle truppe naziste, che nel marzo del 1944 colpirono duramente i centri di Monchio, Costrignano e Susano, provocando la morte di decine di civili in risposta alla presenza delle prime formazioni partigiane. Un episodio che ha lasciato un segno profondo nella memoria delle comunità locali, ancora oggi custodi di una storia dolorosa ma fondamentale.
Nel suo intervento, il sindaco Braglia ha richiamato il valore di queste ricorrenze come occasione per mantenere viva la memoria e trasmettere alle nuove generazioni i principi di pace, libertà e giustizia. Il ricordo delle vittime si lega così a una responsabilità collettiva, che va oltre la commemorazione e si traduce in un impegno concreto nella vita civile.
Un ruolo significativo nel percorso di ricostruzione della verità è stato svolto dalle indagini avviate a partire dagli anni Novanta, dopo il ritrovamento del cosiddetto “armadio della vergogna”, che ha permesso di recuperare documenti rimasti a lungo nascosti e di riaprire procedimenti giudiziari. In questo contesto si inserisce l’attività del procuratore Marco De Paolis, impegnato da anni nel portare avanti le indagini per accertare le responsabilità e garantire giustizia alle famiglie delle vittime.
Il Parco della Resistenza e il valore educativo del ricordo
La memoria della strage trova oggi un luogo simbolico nel Parco della Resistenza del monte di Santa Giulia, realizzato a Monchio di Palagano come spazio dedicato alla conservazione della storia e alla valorizzazione dell’ambiente. L’area, estesa su circa ventisette ettari, rappresenta un punto di riferimento per la comunità e per le scuole, unendo alla dimensione storica quella naturalistica.
Il parco si configura come un luogo di apprendimento e riflessione, in cui il ricordo dell’eccidio si intreccia con la conoscenza del territorio e con attività didattiche rivolte ai cittadini. La presenza di boschi, prati e percorsi naturalistici contribuisce a rendere questo spazio un elemento vivo della memoria collettiva, capace di trasmettere alle nuove generazioni il significato di quanto accaduto.
La commemorazione si inserisce così in un percorso più ampio, in cui il ricordo non resta confinato al passato, ma continua a interrogare il presente, richiamando l’attenzione sui valori che hanno guidato la ricostruzione democratica del Paese.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to