Scuola e welfare, in Alta Val di Taro il modello di servizi che rafforza le comunità di montagna
08/03/2026
L’Appennino parmense continua a essere al centro del percorso di confronto promosso dalla Regione Emilia-Romagna con le realtà locali impegnate nei servizi sociali ed educativi. Il 5 febbraio, l’assessora regionale al Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia e Scuola Isabella Conti ha fatto tappa in Alta Val di Taro, visitando Bedonia, Compiano e Borgo Val di Taro, per incontrare amministratori, operatori e cittadini impegnati nel sistema di welfare territoriale.
La visita rientra nel tour di ascolto regionale dedicato ai servizi sociali e scolastici, un percorso che ha già coinvolto tutte le province dell’Emilia-Romagna con l’obiettivo di raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai territori.
Secondo Conti, l’esperienza dell’Alta Val di Taro dimostra che anche nei territori montani è possibile costruire servizi sociali di qualità capaci di innovare e attrarre nuove famiglie, trasformando il welfare in uno strumento di sviluppo locale.
Servizi educativi per l’infanzia: il progetto “Infanzia 365”
La prima tappa della giornata si è svolta a Bedonia, dove l’assessora ha partecipato a un convegno dedicato alle scuole dell’infanzia di montagna e ha incontrato amministratori e operatori coinvolti nel progetto “Infanzia 365”.
Si tratta di un modello educativo integrato dedicato alla fascia 0-6 anni, che garantisce servizi aperti tutto l’anno, con un orario esteso dalle 7.30 alle 18.30. Le famiglie beneficiano inoltre di rette azzerate, fatta eccezione per il costo dei pasti, grazie al sostegno della Regione e ai contributi dell’INPS.
Dal 2019 questo progetto ha prodotto risultati significativi:
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le iscrizioni sono triplicate;
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sono state aperte nuove sezioni educative;
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è stata costruita una rete sovracomunale che coinvolge anche Albareto, Compiano e Tornolo.
Un sistema che, oltre a garantire servizi educativi stabili, contribuisce a rendere i territori montani più attrattivi per le famiglie.
Anziani e non autosufficienza: il confronto con i sindaci
La visita è poi proseguita a Compiano, nella sede dell’Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp) delle Valli del Taro e del Ceno.
Qui si è svolto un incontro con i sindaci del territorio dedicato alle politiche per anziani e non autosufficienza, tema particolarmente rilevante nelle comunità montane, dove l’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle principali sfide sociali.
Il confronto ha messo al centro il sistema di assistenza integrata diffusa, sostenuto anche dal Fondo regionale per la non autosufficienza, che negli ultimi tre anni è stato incrementato di 110 milioni di euro.
L’obiettivo è rafforzare i servizi domiciliari e territoriali, consentendo agli anziani di ricevere assistenza il più possibile vicino alla propria casa e alla propria comunità.
Inclusione e autonomia per le persone con disabilità
Nel pomeriggio la delegazione regionale ha raggiunto Borgo Val di Taro, dove è stato visitato il Centro diurno per persone con disabilità “Arcobaleno”, struttura comunale gestita in accreditamento dalla cooperativa Aurora.
Il centro rappresenta un punto di riferimento socio-riabilitativo per il territorio e si distingue per un approccio basato sull’accoglienza e sulla valorizzazione delle differenze.
Le attività non sono rivolte soltanto agli ospiti della struttura: il servizio prevede infatti un sostegno costante anche alle famiglie, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nel percorso di crescita, autonomia e inclusione delle persone con disabilità.
Il welfare come infrastruttura delle comunità
Secondo l’assessora Conti, esperienze come quelle incontrate in Alta Val di Taro dimostrano che il welfare può diventare una vera infrastruttura sociale delle comunità.
Non si tratta soltanto di offrire assistenza, ma di costruire reti di relazioni tra istituzioni, volontariato, operatori sociali e cittadini, capaci di sostenere lo sviluppo dei territori.
Investire nei servizi educativi, nell’assistenza agli anziani e nei percorsi di autonomia per le persone con disabilità significa creare le condizioni perché le famiglie restino o scelgano di vivere nelle aree montane, rafforzando la coesione sociale e contrastando lo spopolamento.
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