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Scam, odori molesti ma “non nocivi”: in Consiglio il punto su sicurezza, piani di emergenza e controlli

20/01/2026

Scam, odori molesti ma “non nocivi”: in Consiglio il punto su sicurezza, piani di emergenza e controlli

Il tema, a Modena, torna ciclicamente con la stessa dinamica: una percezione quotidiana – l’odore – che si intreccia con una parola capace di alzare immediatamente la soglia di attenzione: Seveso. In Consiglio comunale, nella seduta del 19 gennaio, l’assessore all’Ambiente Vittorio Molinari ha risposto all’interrogazione del consigliere Giovanni Bertoldi (Lega Modena) sull’azienda Scam di strada Bellaria, a Santa Maria di Mugnano, che produce concimi organo-minerali e fertilizzanti ed è classificata come stabilimento a rischio di incidente rilevante ai sensi della direttiva Seveso.

La richiesta di chiarimenti, come spesso accade in casi simili, non si fermava alle emissioni odorigene: Bertoldi ha domandato informazioni sull’aggiornamento e sulla diffusione dei piani di emergenza, sulle attività di informazione alla popolazione, sull’adeguatezza dei controlli ambientali e sanitari, sulla preparazione dei soccorsi e sulla compatibilità dello stabilimento con un’area descritta come sempre più densamente abitata. Sullo sfondo, le segnalazioni di cittadini che denunciano odori più intensi nelle ore notturne e nei giorni festivi.

Emissioni, Aia e direttiva Seveso: cosa ha detto l’assessore Molinari

Molinari ha ricostruito anzitutto il quadro autorizzativo: Scam, ha ricordato, è l’unica azienda in città soggetta alla direttiva Seveso e opera sulla base di un’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata da Arpae, con controlli periodici. Quanto alle emissioni, l’assessore ha distinto la natura delle lavorazioni: gli odori non deriverebbero da sintesi di prodotti fitosanitari, ma dalla produzione di fertilizzanti organo-minerali; possono risultare sgradevoli e molesti, ma “non sono nocivi alla salute”.

Sul piano della prevenzione del rischio, Molinari ha richiamato l’aggiornamento dei piani di sicurezza interno ed esterno e il ruolo della Prefettura, insieme agli enti coinvolti. Ha citato l’esercitazione “per posti di comando” del 19 novembre 2022, coordinata dalla Prefettura, svolta in modalità virtuale con tutti i soggetti previsti dal Piano di emergenza esterno: Vigili del fuoco, 118, Dipartimento di sanità pubblica, forze dell’ordine, Arpae, Protezione civile e Centro di coordinamento soccorsi di Marzaglia. In quell’occasione, ha spiegato, l’unico elemento percepibile sul territorio fu il suono delle sirene.

A questo si aggiunge il test del sistema nazionale IT-Alert del 24 gennaio 2024, effettuato su un’area di circa due chilometri di raggio attorno allo stabilimento, con l’invio del messaggio di allerta ai cellulari presenti o in transito nella zona. In entrambi i casi, ha aggiunto l’assessore, sono state attivate campagne informative dedicate, con materiali distribuiti a cittadini e attività dell’area interessata sulle condotte da tenere in caso di emergenza reale.

Odori e monitoraggi: verso un “valore obiettivo” più severo

Sul capitolo controlli, Molinari ha sostenuto che anche le emissioni attive nelle ore notturne sono dotate di sistemi automatici di monitoraggio e allarme, con registrazione dei dati a disposizione dell’autorità di controllo. Per la compatibilità urbanistica, ha richiamato il parere Ausl espresso in sede di rinnovo dell’Aia: se l’attività è svolta nel rispetto delle prescrizioni, non sarebbe in grado di determinare effetti negativi sul sistema insediativo circostante.

Da qui la conclusione politica dell’assessore: non ci sarebbero, allo stato, presupposti per imporre il trasferimento dell’azienda; compito di Comune ed enti competenti è proseguire, e se necessario rafforzare, l’attività di controllo e collaborazione, già intensificata con gli aggiornamenti autorizzativi.

Il punto più concreto, per chi vive l’area e misura il problema sull’aria respirata, è l’annuncio relativo agli odori: nell’ultima seduta del tavolo tecnico, ha riferito Molinari, è stato affrontato anche l’aumento delle segnalazioni e si è preannunciata all’azienda l’introduzione in autorizzazione di un “valore obiettivo” fissato a 2000 ouE/mc (unità odorimetriche per metro cubo), con una riduzione dei limiti sotto quelli previsti dalla normativa, formalizzata da Arpae–SAC il 24 ottobre.

Nel dibattito consiliare sono emerse posizioni diverse: Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha rimesso al centro la collocazione dello stabilimento, giudicandola troppo vicina al centro e troppo dentro una zona popolata, arrivando a ipotizzare la richiesta di fondi regionali per uno spostamento. Per Avs, Laura Ferrari ha insistito sulla necessità di chiarezza e dialogo per disinnescare timori, ricordando che i pareri sanitari non indicano oggi rischi per la salute ma che serve vigilanza rigorosa. Martino Abrate ha spostato l’attenzione anche sui lavoratori, chiedendo di considerare i rischi professionali legati all’esposizione a sostanze chimiche. Dal Pd, Fabio Poggi ha sostenuto che, proprio perché la Scam è l’impianto più critico sul territorio comunale, è anche quello più controllato, proponendo di riaprire un confronto pubblico con l’azienda.

Bertoldi, in replica, ha chiesto di non abbassare la guardia, citando la flessibilità produttiva come elemento che renderebbe più complessa una valutazione sanitaria pienamente rassicurante, e ha domandato controlli più frequenti, esercitazioni che coinvolgano direttamente i cittadini e un piano sanitario dedicato. Molinari ha chiuso riconoscendo che comunicazione e coinvolgimento della popolazione possono essere migliorati, con una linea non allarmistica ma costante, e che i controlli vanno intensificati: le preoccupazioni, ha detto in sostanza, non vanno né alimentate né liquidate, ma gestite con informazione e verifiche puntuali.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.