Rete scolastica modenese, Braglia: «Contrari al ridimensionamento, manca una strategia condivisa»
31/01/2026
Il presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, interviene sul dimensionamento della rete scolastica che, dal prossimo settembre, interesserà anche il territorio modenese. La decisione, assunta dal commissario ad acta Bruno di Palma, prevede l’accorpamento di istituti comprensivi nei comuni di Fiorano Modenese e Maranello, con una riduzione complessiva del numero delle autonomie scolastiche.
«Abbiamo appreso dal commissario – afferma Braglia – che anche il nostro territorio sarà colpito dagli effetti del ridimensionamento della rete scolastica, con accorpamenti che porteranno a una diminuzione degli istituti comprensivi. Si tratta di provvedimenti sui quali, fin dall’inizio, abbiamo espresso contrarietà, soprattutto per la tempistica e per l’assenza di una strategia condivisa che potesse limitare i disagi per studenti e famiglie».
Accorpamenti e numeri del ridimensionamento
Nel dettaglio, la riorganizzazione comporta l’unione degli istituti comprensivi di Fiorano Modenese e “Francesca Bursi” di Fiorano, così come quelli “Ferrari” e “Carlo Stradi” di Maranello. Il quadro complessivo regionale vede il passaggio da 532 a 515 autonomie scolastiche, con 17 istituzioni accorpate o soppresse. Per il territorio modenese la riduzione è da 88 a 86 autonomie.
Secondo il presidente della Provincia, l’impatto di queste scelte rischia di riflettersi sull’organizzazione didattica e sulla gestione quotidiana delle scuole, in un contesto già segnato da criticità strutturali e da una forte attenzione alla qualità dell’offerta formativa.
La posizione della Provincia
Braglia ribadisce che la priorità dell’ente provinciale resta la tutela del diritto allo studio: «Il nostro obiettivo è sempre stato garantire il miglior livello di istruzione possibile per le migliaia di alunne e alunni modenesi. Anche in questa fase, con senso di responsabilità istituzionale, abbiamo dato la massima disponibilità al commissario quando siamo stati coinvolti, fornendo indicazioni utili a rappresentare in modo completo la situazione del territorio».
Una disponibilità che, tuttavia, non cancella le perplessità su un processo ritenuto calato dall’alto e poco attento alle specificità locali, soprattutto in aree dove le scuole rappresentano un presidio educativo e sociale fondamentale.
I prossimi passaggi istituzionali
Il piano di dimensionamento per l’anno scolastico 2026/2027 è stato ora notificato alla Regione Emilia-Romagna, alla Presidenza del Consiglio dei ministri e ai Ministeri competenti, tra cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il dicastero per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione. Spetterà all’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna dare attuazione concreta ai provvedimenti.
Un iter che, conclude Braglia, apre una fase delicata per la scuola modenese, nella quale sarà necessario monitorare gli effetti degli accorpamenti e continuare a chiedere un confronto più attento alle esigenze di studenti, famiglie e comunità locali.
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