Referendum a Modena, affluenza oltre il 70% e prevale il No
24/03/2026
Una partecipazione ampia, distribuita in modo uniforme tra quartieri centrali e periferici, ha caratterizzato il voto referendario a Modena, dove quasi 94 mila cittadini si sono presentati alle urne nell’arco delle due giornate dedicate alla consultazione. Il dato complessivo restituisce una città attenta e coinvolta rispetto a una materia complessa come quella legata all’ordinamento giurisdizionale e alla creazione di una Corte disciplinare, tema che ha richiesto ai cittadini una valutazione non immediata ma approfondita.
Affluenza elevata e organizzazione senza criticità
Su un totale di 133.478 aventi diritto, sono stati 93.954 i votanti, pari al 70,39%, una percentuale che colloca Modena tra i centri con una partecipazione significativa. Nei 190 seggi distribuiti sul territorio comunale le operazioni si sono svolte senza particolari disagi, con flussi regolari e una gestione ordinata sia durante le fasi di voto sia nel momento dello scrutinio, conclusosi nel pomeriggio del lunedì.
Dietro questi numeri si intravede una macchina organizzativa articolata, costruita attraverso il lavoro coordinato di più figure: personale dell’anagrafe, operatori della polizia locale e dipendenti comunali impegnati nelle diverse fasi operative. Nei giorni precedenti, l’apertura straordinaria degli uffici ha consentito il rilascio di migliaia di tessere elettorali e carte d’identità elettroniche, evitando rallentamenti e garantendo l’accesso al voto anche a chi aveva necessità di regolarizzare la propria posizione.
Il risultato: il No prevale nella maggioranza dei seggi
Dall’analisi delle schede emerge un orientamento piuttosto netto: il “No” si è affermato con il 63,25% delle preferenze, superando il “Sì” fermo al 36,75%. Una tendenza che si è ripetuta nella quasi totalità dei seggi cittadini, delineando un quadro omogeneo nel comportamento elettorale, con scostamenti contenuti tra le diverse aree urbane.
Limitato il numero delle schede bianche e nulle, pari complessivamente a 520, segnale di un voto consapevole e raramente lasciato all’indeterminatezza. Il dato rafforza l’idea di un elettorato che ha scelto in modo definito, anche su un quesito di natura tecnica.
L’esito modenese si inserisce così in un contesto più ampio, offrendo uno spaccato locale utile per comprendere le dinamiche di partecipazione e orientamento su temi istituzionali, dove il coinvolgimento civico si misura tanto nella presenza alle urne quanto nella chiarezza delle scelte espresse.
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