Pesca in Appennino modenese: controlli all’avvio della stagione, due sanzioni elevate
30/03/2026
Con l’apertura della stagione di pesca sportiva nei corsi d’acqua montani, scattata domenica 29 marzo, la Polizia provinciale di Modena ha intensificato le attività di controllo sul territorio, effettuando oltre 40 verifiche nel fine settimana. Un monitoraggio capillare che ha interessato diverse aree dell’Appennino, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle norme e tutelare l’equilibrio degli ecosistemi fluviali.
Nel corso delle operazioni sono state elevate due sanzioni: una da 160 euro per il mancato possesso del tesserino dei salmonidi e un’altra da 100 euro per l’utilizzo di ami con ardiglione, vietati dalla normativa vigente.
Controlli diffusi nelle principali aree di pesca
L’attività si è concentrata nei punti tradizionalmente più frequentati dai pescatori, tra cui la diga di Riolunato, Pievepelago, il ponte di Olina e il territorio di Fanano, oltre all’intera area del torrente Leo, Ospitale e Fellicarolo. Ai controlli hanno partecipato sia gli agenti della Polizia provinciale sia personale volontario, in un’azione coordinata che ha permesso di presidiare un’ampia porzione del territorio montano.
L’apertura della stagione rappresenta ogni anno un momento particolarmente delicato, in cui è fondamentale richiamare l’attenzione sul rispetto delle regole, sia per la sicurezza sia per la conservazione delle specie ittiche.
Regole, obblighi e divieti per i pescatori
Le modalità di esercizio della pesca sono definite dal calendario ittico regionale, che stabilisce periodi, orari, attrezzature consentite e classificazione delle acque. Tra gli aspetti principali, si ricorda che la licenza di pesca è stata sostituita dal pagamento della tassa regionale, con esenzioni previste per minori di 12 anni accompagnati, over 65, persone con disabilità e partecipanti a competizioni sportive.
Rimane invece obbligatorio il possesso del tesserino per l’annotazione del pescato, con un limite massimo di cinque capi al giorno. La normativa vieta inoltre l’utilizzo di ami con ardiglione, esche contenenti sangue, pesci vivi o morti come esca (salvo specifiche eccezioni), nonché l’impiego di reti o attrezzature diverse dalla canna o dalla lenza a mano.
Sono previste ulteriori restrizioni legate alle aree sensibili: è vietato pescare nelle zone di ripopolamento e frega, nelle aree di protezione integrale e a meno di 40 metri da opere idrauliche o passaggi per la risalita dei pesci. Misure pensate per preservare la biodiversità e garantire la sostenibilità dell’attività nel lungo periodo.
L’attività di vigilanza proseguirà nelle prossime settimane, accompagnando tutta la stagione fino alla sua conclusione, prevista nel mese di ottobre.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.