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Parco Estense, il Consiglio discute il caso: tra social housing, lettere agli inquilini e ruolo del Comune

10/02/2026

Parco Estense, il Consiglio discute il caso: tra social housing, lettere agli inquilini e ruolo del Comune

Il tema del complesso Parco Estense di via Nilde Iotti a Vaciglio è approdato in Aula con un confronto ampio, nato dalla trasformazione in interpellanze delle interrogazioni presentate da Grazia Baracchi (Spazio democratico), Andrea Mazzi (Modena in ascolto) e Katia Parisi (Modena Civica). La risposta è arrivata dalla vicesindaca e assessora alle Politiche abitative e al Piano per la casa Francesca Maletti, ma la discussione si è rapidamente allargata al nodo più strutturale: come funziona, e quanto regge, il modello di edilizia residenziale sociale quando entrano in gioco proprietà private, gestori non radicati sul territorio e famiglie che chiedono certezze.

Al centro del dibattito ci sono le lettere inviate agli inquilini, definite da più consiglieri come fonte di allarme e inquietudine, e la necessità di chiarire i confini tra responsabilità pubbliche e rapporti privatistici, in un progetto che nasce per offrire affitti calmierati e stabilità abitativa.

Pd: evitare letture “emotive”, ma piena vicinanza agli inquilini

Per il Partito democratico, Alberto Bignardi ha collocato la vicenda dentro una cornice più ampia, ricordando che l’edilizia residenziale sociale è una questione strutturale e complessa e che vanno evitate soluzioni semplificate. Ha insistito sull’equilibrio tra interesse pubblico e responsabilità privata, precisando che il Comune non è “costruttore, proprietario o gestore”, ma esercita i propri poteri di vigilanza nei limiti di legge, attraverso controllo e mediazione.

Diego Lenzini ha invece usato toni più netti sul merito, definendo “grave e inaccettabile” quanto accaduto, a partire dalle comunicazioni inviate alle famiglie, assicurando che l’Amministrazione sta lavorando per sostenere le persone coinvolte. Nel suo intervento ha ribadito la pari dignità di chi vive in alloggi Ers o Peep e di chi abita nell’edilizia libera, richiamando un’idea di città che non si divide per categorie abitative.

AVS: strumenti comunali attivi, ma il modello mostra fragilità

Per Alleanza Verdi Sinistra, Martino Abrate ha ricordato le misure che il Comune mette già in campo sul tema dell’abitare, citando il regolamento di solidarietà civica e il fondo affitto comunale rivolto a mille famiglie. Ha inoltre osservato che, allo stato attuale, la proprietà non sembrerebbe orientata a sostituire gli inquilini esistenti.

Abrate ha però spostato il punto sull’impianto complessivo del social housing, evidenziandone criticità strutturali: costi, qualità costruttiva, e il rischio di una progressiva “privatizzazione del welfare abitativo”, soprattutto quando grandi patrimoni immobiliari vengono gestiti da soggetti lontani dal territorio e orientati al profitto. In questa prospettiva, ha insistito su un principio concreto: la comunità non si crea automaticamente, richiede lavoro quotidiano, regole chiare e responsabilità condivise.

Lega: operazione immobiliare imponente, risultati giudicati deludenti

Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha definito il Villaggio Estense una delle operazioni immobiliari più rilevanti degli ultimi anni, ma ne ha giudicato deludenti i risultati, citando consumo di suolo e criticità costruttive emerse in tempi rapidi. Ha criticato una gestione descritta come distante e poco trasparente e ha chiesto al Comune un ruolo più incisivo: dialogo diretto con gli inquilini, attenzione ai temi di sicurezza e una funzione di facilitatore più forte.

FdI: il Comune non è marginale, deve assumere una posizione più dura

Per Fratelli d’Italia, Elisa Rossini ha contestato l’idea di un Comune con ruolo secondario, ricordando che l’Amministrazione è firmataria della convenzione urbanistica e che gestisce direttamente una parte degli alloggi tramite Agenzia Casa, condividendo quindi la condizione degli altri inquilini. Rossini ha criticato un social housing ridotto a narrazione e parole d’ordine, sostenendo che quando emergono problemi l’ente pubblico debba “lottare” per ottenere risposte, assumendo una posizione più forte nei confronti della proprietà.

Le repliche dei proponenti: contratti, disdette e aspettative tradite

Nel dibattito e in replica, Andrea Mazzi ha definito le lettere ricevute dalle famiglie “brutte e angoscianti” e ha espresso insoddisfazione per risposte considerate non pienamente chiarificatrici sui nodi contrattuali, sottolineando in particolare la questione delle disdette inviate dal gestore e non dalla proprietà. Ha rimarcato l’assenza di un contatto diretto tra inquilini e proprietà come criticità che può alimentare allarme sociale, chiedendo un cambio di approccio anche su sicurezza e controllo dei costi.

Grazia Baracchi ha richiamato la fiducia con cui molte famiglie hanno aderito al progetto, entrando in graduatoria e investendo in un’idea di abitare condiviso. Ha evidenziato come diversi inquilini, in particolare giovani coppie, credano nel modello e nella costruzione di comunità, sostenendo che se il social housing deve essere una risposta per il futuro della città, deve funzionare davvero.

Katia Parisi ha insistito sul punto più sensibile: molte famiglie avevano scelto il Villaggio Estense per costi calmierati e stabilità, ma ora si troverebbero di fronte a un aut-aut, accettare condizioni peggiorative oppure cambiare casa. Per Parisi, il Comune non può considerarsi estraneo perché in gioco non c’è solo un rapporto privato, ma la credibilità complessiva delle politiche di social housing.

Maletti: “Il Comune non si chiama fuori”, controllo e presidio continui

Nel concludere, la vicesindaca Francesca Maletti ha ribadito che l’edilizia residenziale sociale rappresenta un’opportunità per 237 famiglie, tra affitto e proprietà, riconoscendo al tempo stesso le preoccupazioni di chi vive nel complesso oggi. Ha ammesso la presenza di problemi costruttivi in alcune palazzine e le difficoltà legate a gestori non radicati sul territorio, assicurando però che l’Amministrazione continuerà a controllare e presidiare la situazione, senza tirarsi indietro.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.