Caricamento...

Modena365 Logo Modena365

Palagano, memoria viva: l’82° anniversario della strage di Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero

20/03/2026

Palagano, memoria viva: l’82° anniversario della strage di Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero

A Monchio di Palagano la comunità si è ritrovata per ricordare una delle pagine più dolorose della storia dell’Appennino modenese. L’82° anniversario della strage del 18 marzo 1944 è stato segnato da una cerimonia civile e religiosa che ha restituito centralità al ricordo delle 136 vittime dell’eccidio nazifascista, intrecciando testimonianza storica e partecipazione collettiva.

Il corteo, partito dalla scuola elementare, ha attraversato il paese fino a Piazza dei Caduti, dove è stata deposta una corona commemorativa. Un gesto sobrio, accompagnato dagli interventi delle autorità e dalla presenza della cittadinanza, che ha confermato il valore condiviso della memoria.

Il ruolo delle scuole e il passaggio tra generazioni

Particolarmente significativa la partecipazione degli studenti delle scuole di Monchio e Palagano, coinvolti in un percorso di approfondimento che ha trasformato la commemorazione in un momento educativo. Gli alunni hanno presentato lavori e riflessioni costruiti a partire dalle testimonianze storiche, tra cui il diario di Mariannina Venturelli, insegnante a Monchio negli anni della guerra.

Le attività si sono articolate in più forme espressive: letture, installazioni e composizioni musicali. Nel Campo della neve rossa è stata realizzata un’installazione dedicata anche alla figura di Gino Bartali, mentre a Costrignano è stata preparata una creazione simbolica intitolata “Il vento della valle li porti lontano”. Iniziative che mostrano come il racconto della storia possa trovare nuovi linguaggi, capaci di coinvolgere le generazioni più giovani.

Un ricordo che interroga il presente

Nel corso della cerimonia è stato sottolineato come la memoria non possa ridursi a un rito formale, ma richieda una consapevolezza attiva. Le parole delle istituzioni hanno richiamato la responsabilità di custodire e trasmettere il significato di quanto accaduto, mantenendo viva l’attenzione sulle conseguenze della violenza e sulla difesa dei valori democratici.

Accanto al ricordo della tragedia, è emersa anche la volontà di dare spazio a storie di ricostruzione e solidarietà, come quelle delle donne che, dopo l’eccidio, contribuirono a ricomporre il tessuto sociale delle comunità colpite.

Una ferita nella storia dell’Appennino modenese

La strage del 18 marzo 1944 rappresentò una rappresaglia contro le prime formazioni partigiane attive sul territorio. Le vittime furono 136, distribuite tra Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero. Un episodio che ha lasciato un segno profondo nella memoria collettiva e che negli anni ha richiesto un lungo percorso di ricostruzione storica e giudiziaria.

Il Parco della Resistenza del Monte di Santa Giulia, realizzato successivamente, rappresenta oggi un luogo simbolico in cui memoria storica e ambiente si intrecciano. Allo stesso tempo, le indagini riaperte a partire dagli anni Novanta hanno consentito di portare all’attenzione giudiziaria le responsabilità dell’eccidio, offrendo alle famiglie delle vittime un percorso di riconoscimento.

La commemorazione di Palagano si inserisce in questo solco, rinnovando ogni anno un impegno che riguarda non solo il passato, ma anche il modo in cui una comunità sceglie di guardare al proprio futuro.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.