Modena, truffa a un’anziana: custodia cautelare in carcere eseguita dalla Polizia di Stato
03/02/2026
La Polizia di Stato ha eseguito, lo scorso 27 gennaio, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Modena nei confronti di un cittadino italiano, gravemente indiziato di truffa aggravata ai danni di una donna di 80 anni. I fatti risalgono al 2 dicembre 2025 e si sono consumati nel territorio del comune di Modena.
Secondo la ricostruzione investigativa, la vittima era stata contattata telefonicamente più volte da soggetti che si erano qualificati prima come carabiniere e poi come avvocato. Attraverso una narrazione studiata nei dettagli, la donna era stata indotta a credere che la figlia avesse investito una bambina con l’auto e che fosse necessario versare una somma di denaro per evitare conseguenze giudiziarie immediate.
La dinamica della truffa e la consegna del denaro
Convinta dell’urgenza della situazione, l’anziana signora aveva accettato di consegnare quanto richiesto a un presunto incaricato che, di lì a poco, si sarebbe presentato alla sua abitazione. L’uomo era effettivamente arrivato poco dopo, riuscendo a farsi consegnare 3.200 euro in contanti e numerosi gioielli di elevato valore, tra cui un orologio Rolex, collane con brillanti e anelli, per un importo stimato complessivamente tra 50 e 60 mila euro.
Le indagini e il recupero della refurtiva
Le indagini della Squadra Mobile di Modena si sono concentrate subito sull’analisi delle immagini di videosorveglianza, che hanno permesso di individuare un giovane corrispondente alle descrizioni fornite dalla vittima, notato mentre si dirigeva verso la stazione ferroviaria cittadina.
Grazie alla collaborazione con la Polizia Ferroviaria di Modena, è stato possibile ricostruire gli spostamenti dell’uomo: prima su un treno regionale diretto a Bologna, poi su un convoglio ad alta velocità in direzione Napoli. L’allerta al Compartimento di Polizia ferroviaria di Roma ha consentito di rintracciarlo e bloccarlo presso la Stazione Roma Termini.
Sottoposto a perquisizione, l’indagato è stato trovato ancora in possesso dell’intera refurtiva, che è stata immediatamente sequestrata. In quella fase, non essendo più in flagranza di reato, l’uomo era stato denunciato a piede libero.
La misura cautelare e il trasferimento in carcere
Alla luce dei gravi indizi raccolti, la Procura della Repubblica di Modena ha richiesto al GIP l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. Dopo l’interrogatorio preventivo di garanzia, il giudice ha accolto la richiesta.
L’ordinanza è stata eseguita dalla Squadra Mobile di Modena con il supporto della Squadra Mobile di Napoli, che ha rintracciato l’indagato presso il proprio domicilio. L’uomo è stato quindi trasferito alla Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
Resta ferma la presunzione di innocenza: l’indagato è da considerarsi non colpevole fino a sentenza irrevocabile di condanna.
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