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Modena, firmata la convenzione “Testimonial di legalità”: esperienze giudiziarie per educare i giovani

31/03/2026

Modena, firmata la convenzione “Testimonial di legalità”: esperienze giudiziarie per educare i giovani

Un nuovo modello di educazione alla legalità prende forma a Modena attraverso la convenzione “Testimonial di legalità”, firmata il 30 marzo dal Tribunale di Modena, dal Comune e dall’Ufficio scolastico provinciale. L’iniziativa introduce un approccio innovativo: utilizzare le testimonianze dirette di persone condannate come strumento di sensibilizzazione nelle scuole, all’interno di percorsi di lavori di pubblica utilità alternativi alla pena detentiva.

L’accordo, della durata di tre anni, nasce con l’obiettivo di rafforzare il valore rieducativo della pena e promuovere una maggiore consapevolezza sociale, soprattutto tra i più giovani. Al centro del progetto c’è la possibilità, per i soggetti ammessi ai programmi, di raccontare la propria esperienza giudiziaria, le conseguenze delle proprie azioni e il percorso personale di responsabilizzazione intrapreso.

Lavori di pubblica utilità e testimonianze nelle scuole

La convenzione amplia le attività previste nell’ambito dei lavori di pubblica utilità, che potranno essere svolti presso il settore Polizia locale, sicurezza urbana e protezione civile del Comune. A queste attività si affianca, per i soggetti ritenuti idonei e previo consenso, la possibilità di partecipare a incontri nelle scuole come “testimonial di legalità”.

Le testimonianze riguarderanno in particolare esperienze legate a reati connessi alla sicurezza stradale o all’uso di sostanze stupefacenti, con l’obiettivo di offrire agli studenti un confronto diretto e concreto sulle conseguenze personali, sociali e giuridiche di determinati comportamenti. Le ore dedicate a queste attività, comprese quelle di preparazione, saranno considerate a tutti gli effetti parte del percorso di pubblica utilità.

Un progetto condiviso tra giustizia, istituzioni e scuola

Secondo il presidente del Tribunale di Modena Alberto Rizzo, il protocollo rappresenta un percorso virtuoso che unisce dimensione rieducativa e responsabilizzazione, permettendo ai soggetti coinvolti di trasformare l’esperienza giudiziaria in un’occasione di riflessione e restituzione alla comunità. Un processo che si sviluppa sotto la supervisione dell’autorità giudiziaria, garantendo equilibrio tra funzione educativa e tutela dei contesti coinvolti.

Il sindaco Massimo Mezzetti ha evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni, sottolineando l’importanza di portare nelle scuole un confronto diretto e autentico con chi ha vissuto le conseguenze di comportamenti sanzionati dalla legge. Un dialogo senza filtri, capace di generare consapevolezza e stimolare nei giovani una riflessione più profonda.

Per il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Giuseppe Schena, l’iniziativa rappresenta un’opportunità educativa significativa: ascoltare esperienze reali consente agli studenti di comprendere in modo concreto il valore della legalità, sviluppando capacità di giudizio e maggiore attenzione alle proprie scelte.

La programmazione degli incontri sarà coordinata dal settore Polizia locale in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale, in coerenza con i percorsi giudiziari dei partecipanti. Un progetto che punta a trasformare l’errore in occasione di crescita condivisa, rafforzando il legame tra giustizia, scuola e comunità.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.