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Modena, dibattito in Consiglio sull’area nomadi di San Pancrazio tra legalità, costi sociali e tutela dei minori

31/03/2026

Modena, dibattito in Consiglio sull’area nomadi di San Pancrazio tra legalità, costi sociali e tutela dei minori

Si è sviluppato in Consiglio comunale a Modena un confronto ampio e politicamente molto acceso sulla gestione delle aree con insediamento nomadi, prima a San Matteo e ora a San Pancrazio. Le quattro interrogazioni presentate da consiglieri di maggioranza e opposizione sono state trasformate in interpellanza, aprendo così un dibattito articolato che ha messo in evidenza letture profondamente diverse della vicenda, tra richieste di maggiore fermezza, valutazioni critiche sugli interventi pubblici e richiami alla necessità di tenere insieme legalità e fragilità sociali.

Al centro della discussione non c’è stata soltanto la gestione dell’area, ma anche il significato politico e amministrativo di una scelta che tocca sicurezza urbana, impiego di risorse pubbliche, tutela dei minori e capacità delle istituzioni di costruire percorsi credibili di accompagnamento. Un tema complesso, che ha fatto emergere tensioni non nuove nella città e posizioni difficilmente conciliabili.

Le critiche dell’opposizione tra costi pubblici e richiesta di discontinuità

Tra gli interventi più netti, quello di Giovanni Bertoldi, che ha espresso una posizione fortemente critica verso l’utilizzo di risorse pubbliche in contesti segnati, a suo giudizio, da illegalità diffusa e marginalità strutturale. Sulla stessa linea si è collocato Paolo Barani, che ha ricostruito la vicenda mettendo l’accento sulle responsabilità amministrative e sui costi sostenuti dal Comune per un’area poi divenuta problematica sotto il profilo del degrado e dell’inquinamento.

Anche Luca Negrini e Piergiulio Giacobazzi hanno insistito sul nodo della trasparenza e sull’efficacia delle scelte adottate nel tempo. In particolare, è stato contestato il fatto che per anni si sia consentito il protrarsi di una situazione ritenuta fuori controllo, con una critica diretta alle precedenti amministrazioni e alla mancanza di interventi risolutivi. Da più parti si è chiesto che il Comune eviti il ripetersi di condizioni simili e agisca con maggiore rapidità e chiarezza.

Tra integrazione, legalità e percorsi temporanei

Nel corso del confronto sono però emerse anche posizioni più orientate a una lettura istituzionale e sociale del problema. Maria Grazia Modena ha richiamato la complessità culturale del tema, sottolineando come la questione non possa essere affrontata in modo semplificato e invitando a distinguere tra realtà differenti, come quelle dei sinti e dei rom. Lucia Connola, invece, ha posto l’accento sulla necessità di mantenere un equilibrio tra il rispetto della legalità e la coesione sociale, valorizzando il lavoro svolto in raccordo con la Prefettura e l’attenzione dedicata ai minori.

La vicesindaca Francesca Maletti, chiamata a rispondere alle osservazioni emerse, ha ribadito che la situazione di San Pancrazio rappresenta una soluzione temporanea e che il Comune si muove dentro un quadro normativo preciso, nel quale l’allontanamento dei minori non compete all’amministrazione ma al tribunale. Maletti ha ricordato che si tratta di bambini nati a Modena e che qualsiasi intervento deve tenere conto sia dei vincoli di legge sia delle conseguenze concrete di scelte drastiche.

Nel suo intervento conclusivo, la vicesindaca ha difeso il lavoro dei servizi sociali e rivendicato un approccio che non separi sicurezza e inclusione, riconoscendo al tempo stesso i limiti dell’azione pubblica. Il messaggio finale è stato chiaro: non esistono soluzioni semplici per una questione che intreccia legalità, diritti e responsabilità istituzionali. Ed è proprio su questo terreno che il confronto politico modenese sembra destinato a proseguire.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.