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Modena, custodia cautelare in carcere per un 20enne: contestati due episodi di tentata violenza sessuale e lesioni

28/01/2026

Modena, custodia cautelare in carcere per un 20enne: contestati due episodi di tentata violenza sessuale e lesioni

La Polizia di Stato di Modena, su delega della Procura della Repubblica, ha eseguito il 26 gennaio un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Modena, su richiesta conforme della Procura, nei confronti di un cittadino italiano di 20 anni. Al giovane vengono contestati, allo stato delle indagini, i reati di tentata violenza sessuale pluriaggravata e lesioni, per fatti che sarebbero avvenuti il 12 febbraio 2025 a Castelfranco Emilia e il 23 maggio 2025 nell’area dei laghetti di Sant’Anna a Modena. Le persone offese, in questi due episodi, sono due donne di 55 e 60 anni.

L’indagato si trovava già detenuto nella Casa circondariale di Modena dal 3 ottobre, in esecuzione di una diversa ordinanza cautelare relativa a un ulteriore procedimento: in quel caso l’accusa riguarda violenza sessuale pluriaggravata, rapina e lesioni ai danni di una donna di 52 anni, per fatti indicati come avvenuti il 19 agosto 2025, ancora una volta lungo il percorso natura dei laghetti di Sant’Anna.

L’episodio di maggio ai laghetti di Sant’Anna e gli elementi raccolti dagli investigatori

Dopo il primo arresto, gli accertamenti della Squadra Mobile avrebbero portato all’emersione di un’altra aggressione, con modalità ritenute simili, avvenuta il 23 maggio nello stesso contesto. La vittima, che inizialmente non aveva sporto denuncia, è stata ascoltata dagli investigatori e avrebbe fornito una descrizione dell’aggressore e di alcuni dettagli utili: un giovane con carnagione olivastra, in sella a una bicicletta blu, con sottocasco, occhiali da sole e zainetto. La donna ha riferito di essere stata raggiunta alle spalle e trascinata nella vegetazione; l’aggressore avrebbe mostrato un’arma, con l’intento di costringerla, ma la vittima sarebbe riuscita a divincolarsi e a fuggire. La denuncia-querela è stata formalizzata l’11 ottobre davanti al pubblico ministero.

Nell’ambito di una perquisizione del 30 settembre, svolta per la ricerca di riscontri legati al fatto di agosto, gli agenti avrebbero sequestrato un berretto blu, un sottocasco, uno zainetto in stoffa e una bicicletta blu, ritenuti coerenti con la descrizione dell’episodio di maggio.

Il tentativo a Castelfranco Emilia e l’analisi tecnica della Polizia Scientifica

Le indagini, orientate anche a verificare eventuali analogie con episodi rimasti senza autore, hanno condotto a un tentativo di violenza sessuale indicato come avvenuto la sera del 12 febbraio a Castelfranco Emilia, nel parcheggio di una polisportiva. Secondo la ricostruzione, un giovane travisato con uno scaldacollo si sarebbe appostato attendendo l’arrivo della donna, per poi sorprenderla alle spalle, immobilizzarla e trascinarla verso la vegetazione del fosso vicino. L’azione si sarebbe interrotta per il sopraggiungere di un’auto. Le immagini di videosorveglianza avrebbero documentato l’accaduto; la vittima ha riportato lesioni con prognosi di 10 giorni.

Gli accertamenti tecnici e antropometrici svolti dalla Polizia Scientifica di Roma e da un consulente tecnico nominato dalla Procura avrebbero consolidato, secondo quanto riferito, gravi indizi di colpevolezza a carico del medesimo indagato anche per l’episodio di Castelfranco Emilia.

Resta fermo il principio di garanzia: l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a sentenza irrevocabile di condanna.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.