Modena amplia le sue collezioni: alla Poletti e all’Archivio Storico arrivano riviste rare e cronache manoscritte
20/01/2026
C’è un modo silenzioso, ma decisivo, con cui una città misura la propria ambizione culturale: non soltanto organizzando eventi o inaugurando spazi, bensì mettendo al sicuro le fonti, quelle che consentono a studiosi e cittadini di ricostruire il passato senza affidarsi a versioni semplificate o a memorie di seconda mano. Modena, in questo senso, compie un passo concreto. La Biblioteca Poletti e l’Archivio Storico comunale si arricchiscono infatti di nuove acquisizioni di particolare pregio, rese possibili da un contributo legato al Piano bibliotecario 2025 della Regione Emilia-Romagna: materiali rari, spesso difficili da reperire sul mercato, che attraversano il lungo arco tra Risorgimento e Novecento e rafforzano in modo significativo il patrimonio pubblico.
Tra le acquisizioni spiccano due nuclei principali, molto diversi fra loro e proprio per questo complementari: da una parte la collezione completa della rivista olandese Wendingen (1918-1931), riferimento internazionale per architettura e arti tra le due guerre; dall’altra una vasta cronaca manoscritta in sette volumi destinata all’Archivio Storico, capace di restituire il ritmo quotidiano e politico di Modena in anni cruciali.
La rivista Wendingen: 116 fascicoli e un omaggio editoriale a Frank Lloyd Wright
L’arrivo in Biblioteca Poletti dell’intera serie di Wendingen – 116 fascicoli – è un’operazione che parla soprattutto al mondo della ricerca sull’architettura e sulle avanguardie del primo Novecento. Il titolo, che in olandese rimanda a “svolte” e “cambiamenti”, non è un dettaglio folcloristico: racconta l’impostazione di un periodico che, per grafica e cura editoriale, è diventato oggetto di studio e di collezionismo, oltre che fonte primaria per comprendere linguaggi visivi e tensioni culturali dell’epoca.
Particolarmente rilevanti sono i sette numeri speciali pubblicati tra il 1925 e il 1926, interamente dedicati a Frank Lloyd Wright con il titolo The Life–Work Of The American Architect Frank Lloyd Wright. Si tratta di fascicoli in lingua inglese, realizzati con la collaborazione diretta dell’architetto e sotto la supervisione di Hendricus Theodorus Wijdeveld, direttore della rivista, che firma anche l’impostazione grafica e l’introduzione. Quei sette numeri furono poi riuniti in un volume unico di 164 pagine, pubblicato nel 1926 dall’editore Mees: un tributo editoriale di grande valore, raro da trovare completo, che oggi entra stabilmente nel patrimonio modenese e amplia la capacità della Poletti di offrire strumenti di consultazione non comuni.
La Cronaca Morano e i documenti d’archivio: Modena tra moti, epidemie e nascita dell’Italia
All’Archivio Storico comunale è destinato l’altro nucleo di maggior peso: una cronaca manoscritta in sette volumi che copre gli anni dal 1837 al 1862, quindi un tratto di storia in cui il Ducato austro-estense arriva alla fine e si avvia la costruzione del Regno d’Italia. È conosciuta come Cronaca di Gherardo Morano e ha un’impronta che la rende preziosa: nasce come diario ad uso privato, non come testo pensato per la pubblicazione, e proprio per questo conserva osservazioni, dettagli e prospettive che spesso sfuggono alla documentazione ufficiale.
L’autore non si firma e non si cita mai apertamente, ma diversi elementi interni rendono plausibile l’identificazione con il marchese Gherardo Morano, esponente della nobiltà modenese riconducibile a un liberalismo moderato. Ogni volume si apre con una prefazione; nei primi anni compare anche un quadro meteorologico molto accurato, segno di un’attenzione costante ai fattori che influenzano agricoltura, salute pubblica e vita economica. Il diario alterna poi analisi del contesto politico internazionale e cronaca locale: finanza, amministrazione, vicende cittadine, episodi minori che, letti in serie, diventano indicatori di clima sociale.
Di particolare interesse sono gli allegati annuali: materiali a stampa e manoscritti coevi – bandi, notificazioni, fogli volanti, lettere, inviti – alcuni di rarità evidente. Tra gli esempi citati figurano tre lettere autografe del generale Lafayette inserite nel sesto volume e un foglio volante celebrativo che intreccia Gioacchino Rossini con una nota gastronomica dal sapore tutto emiliano, dedicata a cappelletti e zamponi di Giuseppe Bellentani, conservato nel settimo volume: dettagli che, senza l’archivio, finiscono spesso dispersi o relegati a curiosità.
Il pacchetto di acquisizioni per l’Archivio non si ferma qui: entra anche una lettera autografa di Maria Beatrice d’Este (Mary of Modena) indirizzata alla zia Giovanna Eleonora d’Este e datata 15 aprile 1717; si aggiungono i privilegi concessi da Cesare d’Este allo stampatore modenese Bartolomeo Soliani il 29 ottobre 1646; e un fascicolo di articoli e appunti di storia modenese di Cesare Cerretti, collocabili tra fine Ottocento e inizio Novecento.
Il valore di queste acquisizioni non sta soltanto nella loro rarità, ma nella possibilità di renderle davvero consultabili. L’Archivio Storico, che già conserva cronache cittadine digitalizzate e in fase di catalogazione su Manus, punta a interventi mirati di catalogazione scientifica e digitalizzazione, con la prospettiva di percorsi pubblici – esposizioni, workshop, laboratori per scuole e cittadini – capaci di trasformare documenti “daspecialisti” in strumenti vivi, utili a capire come una comunità si è raccontata e, a volte, si è contraddetta.