Fiera di San Geminiano, centro di Modena pieno: 467 ambulanti e visite sold out
02/02/2026
Il freddo e un cielo poco deciso non hanno cambiato la sostanza: sabato 31 gennaio il centro storico di Modena ha retto, e bene, l’urto della Fiera di San Geminiano. Il colpo d’occhio in piazza Grande e lungo via Emilia ha restituito quella densità tipica dei giorni che i modenesi sentono davvero propri, con un flusso costante di persone tra bancarelle, iniziative collaterali e un calendario di visite straordinarie che, in molti casi, ha registrato il tutto esaurito.
Bancarelle, “spunta” e nuove procedure: i numeri dell’edizione 2026
Gli ambulanti complessivamente presenti sono stati 467. Le rinunce dei titolari dei posteggi sono rimaste contenute e il meccanismo della “spunta giornaliera” – cioè la possibilità, per chi non è titolare, di subentrare su uno spazio rimasto libero seguendo graduatorie e procedure comunali – ha portato a 37 subentri. È un dato che fotografa, in modo concreto, l’effetto del nuovo assetto organizzativo definito dal Comune: la fiera mantiene la sua natura popolare e commerciale, ma viene governata con regole più stringenti, utili a ridurre improvvisazioni e squilibri.
La manifestazione, come già accaduto per Sant’Antonio, ha avuto il suo baricentro in piazza Grande e via Emilia, ma ha esteso la propria presenza anche su via Farini, piazza Roma e piazza XX Settembre. Piazza Roma, in particolare, ha puntato su attività per bambini, realizzate con Modenamoremio. Spazio anche alla sensibilizzazione sulla celiachia con l’associazione AIC Emilia Romagna Aps e l’impresa “Il Mondo Senza Glutine”, dedicata alla somministrazione di cibo senza glutine. In piazza XX Settembre, invece, degustazioni di prodotti locali e non solo hanno completato il disegno di una fiera che non vive solo di acquisti, ma di permanenza.
Visite, sicurezza e controlli: una macchina organizzativa ad alta intensità
Le visite straordinarie organizzate per l’occasione sono andate praticamente esaurite: molte persone sono salite sulla Ghirlandina, hanno visitato il Palazzo Ducale di Modena, le sale storiche del Palazzo comunale e l’Acetaia, confermando che l’evento funziona quando riesce a tenere insieme mercato e patrimonio, folklore e accesso alla città “di pietra”.
Sul piano operativo, tra i diversi turni – a partire dalla serata di venerdì 30 – sono stati impegnati oltre 160 agenti di Polizia locale. Il dispositivo ha coperto la viabilità, con particolare attenzione ai servizi durante la Corrida, e ha lavorato anche sulla prevenzione di borseggi e furti: al momento non risultano denunce. Non è mancata l’attività di controllo commerciale svolta nell’arco dell’intera giornata, in collaborazione con ispettori del lavoro e Guardia di Finanza: rilevati quattro lavoratori non regolari (tre presso espositori e uno in un pubblico esercizio), sanzionati due venditori abusivi e accertata la cessione irregolare di un posteggio.
Nonostante segnaletica e volantinaggio, per consentire il posizionamento degli ambulanti sono stati rimossi 19 veicoli in divieto di sosta. A presidiare e supportare l’organizzazione, oltre 40 volontari, tra associazioni come Carabinieri e Alpini, Fare Ambiente e Narxis.
A fare da cornice, la tradizione istituzionale: il corteo delle autorità civili e militari verso il Duomo di Modena, con l’offerta dei ceri votivi e dell’olio per la lampada nella cripta davanti al sepolcro del santo. Alla celebrazione hanno partecipato anche delegazioni da San Gimignano e Pontremoli, unite dalla comune devozione al patrono: una presenza che, al di là del protocollo, ribadisce il senso di continuità di una festa che a Modena non è semplice appuntamento di calendario, ma rito civico che ogni anno torna a misurare la capacità della città di stare insieme.
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