Ex Holiday Inn, Comune di Modena: “Nessun titolo edilizio, nessuna interlocuzione con la proprietà”
03/02/2026
Nessuna pratica edilizia per la ristrutturazione, nessun contatto con l’amministrazione, nessun procedimento in corso. È la fotografia tracciata in aula dall’assessora all’Urbanistica ed Edilizia Carla Ferrari, intervenuta nella seduta del Consiglio comunale di Modena di lunedì 2 febbraio per rispondere all’interrogazione – trasformata in interpellanza – del consigliere Ferdinando Pulitanò di Fratelli d'Italia sul destino dell’ex complesso ricettivo.
Il tema è tornato d’attualità dopo gli annunci, negli anni 2023-2024, di una riqualificazione del sito. Secondo Pulitanò, però, sul posto non si registrano segnali di cantierizzazione: recinzioni danneggiate, accessi non controllati, abbandono di rifiuti e assenza di attività operative. Da qui una serie di domande puntuali sullo stato del recupero, sulle tempistiche e sulle ragioni di un intervento rimasto fermo, oltre alla richiesta di chiarimenti su eventuali impegni assunti e su possibili azioni per la messa in sicurezza dell’area.
La risposta dell’assessora: “Nessuna procedura, quindi nessun ‘ritardo’”
La replica dell’assessora Ferrari è stata netta: l’attuale amministrazione non ha in corso interlocuzioni con la proprietà e, soprattutto, non risulta depositato alcun titolo edilizio finalizzato alla ristrutturazione. “L’immobile è in stato di abbandono”, ha spiegato, aggiungendo che non esistono elementi amministrativi utili a definire nuove tempistiche o motivazioni, perché non si è mai aperta una procedura vera e propria. In questo senso, parlare di “ritardo” sarebbe improprio: non c’è un percorso avviato, dunque non c’è una scadenza disattesa.
Agli atti – ha precisato – risulta unicamente una pratica del 2024 relativa a opere di pulizia dell’area, presentata come passaggio propedeutico a un intervento che, ad oggi, non è stato formalizzato. Per l’assessora, anche in questo caso si rientra nel copione già visto con altri edifici: annunci di lavori imminenti, talvolta accompagnati da date e promesse, senza che a quelle parole segua il deposito di documentazione e l’avvio di un iter presso il Comune.
Il confronto in aula tra maggioranza e opposizione
Nel dibattito, il Partito Democratico, con Mattia Gualdi, ha invitato a separare i fatti dalla narrazione: l’immobile è privato e l’ente non può sostituirsi alla proprietà nelle scelte imprenditoriali, pur potendo e dovendo vigilare sul rispetto delle condizioni di sicurezza. Anche Stefano Manicardi ha riconosciuto la presenza di criticità stratificate nell’area, definendola un nodo urbano di cui prendersi cura, ma ha richiamato i limiti dell’azione pubblica su un perimetro privato: si possono creare condizioni favorevoli e strumenti di incentivo, non imporre un progetto.
Dalle opposizioni, Luca Negrini ha contestato il divario tra gli annunci del passato e la situazione attuale, sostenendo che la vicenda incida sulla credibilità dell’ente quando vengono prospettati risultati poi non concretizzati. Sulla stessa linea Andrea Mazzi di Modena in ascolto, che ha ringraziato l’assessora per aver ricondotto il tema a un perimetro documentale: ciò che non è accompagnato da atti e procedure, resta una promessa senza gambe.
In replica, Pulitanò ha parlato di “contenitore vuoto” e ha sostenuto che, pur non potendo imporre lavori, il Comune possa esercitare un ruolo più incisivo sul piano del presidio e della pressione istituzionale. In chiusura, Ferrari ha ribadito che, senza segnalazioni specifiche di pericolosità, non ha elementi per interventi ulteriori; ha ricordato inoltre che alcune manifestazioni di interesse legate al PUG non avrebbero comunque potuto riguardare quell’area, perché esterne al territorio urbanizzato.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to