Ex Borsa Merci, il Comune ribadisce: “Controlli regolari contro bivacchi e giacigli”
20/01/2026
L’area dell’ex Borsa Merci continua a rimanere un punto sensibile per il quartiere, non tanto per ciò che accade ogni giorno, quanto per la sua natura: un edificio in stato di abbandono, proprietà frammentate, accessi e passaggi che intrecciano responsabilità pubbliche e private, e un contesto vicino a servizi sociali frequentati da persone fragili. In Consiglio comunale a Modena il tema è tornato al centro del dibattito con l’interrogazione del consigliere Andrea Mazzi (Modena in Ascolto), trasformata poi in interpellanza, alla quale ha risposto l’assessora alla Sicurezza urbana integrata, Polizia locale e Coesione sociale Alessandra Camporota.
La linea dell’Amministrazione, spiegata in Aula, è quella di un monitoraggio costante: l’area viene controllata dagli agenti della Polizia locale assegnati al Quartiere 2, all’interno di percorsi programmati di verifica degli edifici abbandonati. L’ultimo passaggio citato è quello di venerdì 16 gennaio, quando gli operatori hanno trovato un materasso, provvedendo allo smaltimento, e hanno ripristinato una recinzione che presentava un varco.
Controlli, diffida e recinzione: cosa è stato fatto finora
Camporota ha ricostruito l’origine recente del problema: nel marzo 2025 erano arrivate segnalazioni sulla presenza di giacigli, bivacchi e rifiuti nell’area dell’ex Borsa Merci. A quel punto la Polizia locale ha emesso una diffida amministrativa al proprietario della porzione interessata, chiedendo messa in sicurezza, pulizia e ripristino del decoro. Ad aprile, sempre secondo la ricostruzione fornita in Consiglio, la proprietà si è attivata e ha installato una recinzione con chiusura degli accessi. Da allora, ha sottolineato l’assessora, i controlli si sono svolti regolarmente.
Il tema non riguarda soltanto l’abbandono materiale, ma anche la prevenzione di situazioni che spesso si alimentano da sole: un varco aperto, un materasso, la presenza di rifiuti, e l’area diventa un luogo “di comodo” per permanenze improprie. Da qui l’insistenza sull’azione di controllo e sul ripristino fisico delle barriere, che nel ragionamento dell’Amministrazione resta un elemento essenziale per evitare che l’area torni a essere attrattiva per bivacchi.
Proprietà, accessi e Casa della Solidarietà: criticità che non si risolvono con un sopralluogo
Accanto al tema della sicurezza “esterna”, Mazzi ha chiesto chiarimenti anche sulle criticità che coinvolgono volontari e utenti delle associazioni della Casa della Solidarietà, oltre a verifiche su eventuali potenziamenti di videosorveglianza e sulla presenza di un regolamento condominiale tra i diversi proprietari. Su questo punto Camporota ha precisato che non esiste un regolamento condominiale approvato dalle proprietà: un tentativo di accordo, avviato nel giugno 2018 tra Bper e Comune di Modena, non è arrivato a conclusione.
Nel frattempo la situazione proprietaria è cambiata: nel settembre 2021 la porzione dell’ex Borsa Merci è stata ceduta dall’Immobiliare Nadia (riconducibile a Bper) ad Havana srl. Qui si innesta uno degli snodi più delicati, perché i locali comunali al piano terra e al primo piano risultano accessibili tramite disimpegni che sono di proprietà Havana srl e quegli spazi di accesso, di fatto, diventano passaggi necessari per raggiungere aree comunali. Sul fronte manutentivo, la proprietà Havana srl avrebbe più volte indicato come criterio quello del “fondo dominante”, sostenendo che gli oneri siano generalmente a carico del Comune; una posizione che ha modificato equilibri consolidati negli anni con la proprietà precedente. A complicare il quadro si aggiunge il tema delle infiltrazioni d’acqua piovana, attribuite alla mancata manutenzione di locali adiacenti di proprietà Havana srl.
Quanto alle criticità segnalate dai cittadini e dalle realtà sociali, l’assessora ha riferito di sopralluoghi effettuati anche dai tecnici comunali dei settori Patrimonio e Lavori pubblici per valutare e prendere in carico le situazioni evidenziate. Nel dibattito, Gianluca Fanti (Pd) ha ricordato un limite strutturale: su un’area privata il Comune non può intervenire direttamente se non attraverso segnalazioni, diffide e accompagnamento di azioni da parte della proprietà, in un contesto reso più complesso dai passaggi di mano. Fanti ha collegato il tema alla riqualificazione più ampia del quartiere Sacca, citando interventi già avviati, e ha osservato che una cessione degli spazi dell’ex Borsa Merci al Comune potrebbe offrire una soluzione radicale.
Mazzi, nella replica, ha riconosciuto l’esistenza del monitoraggio e l’assenza, nel periodo invernale, di presenze significative, ma ha posto due questioni che restano aperte: la possibile ripresa del fenomeno con la bella stagione e, soprattutto, la necessità di risposte più puntuali sulla sicurezza di chi frequenta la Casa della Solidarietà, con particolare riferimento alle difficoltà di accesso ed evacuazione per persone con disabilità. La richiesta è stata netta: una valutazione e soluzioni in tempi immediati, perché, ha sostenuto, le segnalazioni continuano e non sempre ricevono riscontro.
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