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Emilia-Romagna, tumori in calo: meno diagnosi e meno decessi. Il punto il 4 febbraio a Reggio Emilia

04/02/2026

Emilia-Romagna, tumori in calo: meno diagnosi e meno decessi. Il punto il 4 febbraio a Reggio Emilia

Il 4 febbraio, Giornata mondiale contro il cancro, in Emilia-Romagna arriva un segnale che merita di essere letto con attenzione: diminuiscono sia l’incidenza di alcuni tumori sia la mortalità. Non è un risultato affidato alla retorica delle “buone notizie”, ma il frutto di un lavoro organizzativo che, negli ultimi anni, ha messo insieme prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico più uniforme sul territorio.

Al centro ci sono gli screening oncologici – mammella, cervice uterina e colon-retto – inseriti in percorsi pubblici gratuiti e strutturati, e la Rete oncologica ed emato-oncologica regionale, istituita nel 2022, che punta a portare cure e follow-up più vicino al domicilio del paziente, integrando ospedali, Case e Ospedali di comunità, assistenza domiciliare e telemedicina, oltre a trattamenti sempre più personalizzati grazie a diagnosi biomolecolari in centri specializzati.

Screening: i numeri che spiegano perché la prevenzione funziona

I dati riportati dalla Regione attribuiscono agli screening un impatto significativo. Per il tumore del collo dell’utero, l’incidenza sarebbe diminuita del 40% e la mortalità del 50%. Sul fronte mammografico, tra le donne che aderiscono allo screening si registra una riduzione della mortalità del 56% e un calo del 26% delle forme avanzate di carcinoma, con effetti concreti anche sulle terapie, spesso più tempestive e meno invasive. Per lo screening colon-rettale, la riduzione della mortalità indicata è del 65% negli uomini e del 54% nelle donne, con una quota di prevenzione del cancro pari al 33% e al 21% rispettivamente tra chi partecipa.

È in questo contesto che l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, sottolinea l’importanza dell’adesione: gli esami di screening, generalmente non invasivi, consentono diagnosi precoci, talvolta prima della comparsa dei sintomi. Resta però un punto debole: la partecipazione allo screening del colon-retto continua a essere più bassa rispetto agli altri programmi, nonostante l’andamento di incidenza e mortalità sia in diminuzione.

Adesioni al 1° gennaio 2026 ed estensione dello screening colon-retto

Al 1° gennaio 2026, le percentuali di partecipazione nei tempi raccomandati sono queste: 73,9% per lo screening mammografico (donne 45-74 anni), 67,4% per lo screening della cervice uterina (donne 25-64 anni) e 54,9% per lo screening colorettale (uomini e donne 50-69 anni). La tenuta degli screening femminili resta solida e sopra la media nazionale, mentre sul colon-retto la crescita è più lenta, anche se nel 2025 viene indicato un incremento di circa due punti rispetto al 2024 nella fascia 50-69.

Dal 2025 la Regione ha ampliato lo screening colon-rettale includendo anche i 70-74 anni, in linea con le raccomandazioni europee e con il Piano nazionale della prevenzione. La scelta viene motivata dall’efficacia dello screening e dall’aumento dell’incidenza del cancro colon-rettale a partire dai 75 anni, come rilevato dal Registro tumori regionale. L’estensione proseguirà per coorti successive fino a includere l’intera fascia 70-74 entro il 2028, con l’obiettivo di ridurre sia l’incatto complessivo della malattia sia la quota di diagnosi in stadio avanzato.

Il 4 febbraio al CORE: convegno e musica per una giornata pubblica

La Giornata mondiale contro il cancro viene celebrata con un doppio appuntamento a Reggio Emilia, all’Auditorium del CORE. Dalle 16 alle 18 è previsto un momento pubblico di informazione e confronto, con la partecipazione di associazioni di pazienti. Interverranno, tra gli altri, il direttore generale dell’Ausl Irccs di Reggio Emilia Davide Fornaciari, il coordinatore della Rete e direttore dell’Oncologia del Santa Maria Nuova Carmine Pinto, il direttore scientifico Antonino Neri sul tema della ricerca, e l’assessore Massimo Fabi per le conclusioni istituzionali.

Alle 17 si inserisce anche un concerto promosso dai Donatori di Musica, realtà attiva dal 2009 negli ospedali italiani grazie al contributo volontario di musicisti e operatori sanitari. A Reggio Emilia è previsto l’intervento del fisarmonicista Andrea Coruzzi: un gesto semplice, ma coerente con l’idea che la cura non sia fatta solo di protocolli, e che anche la dimensione umana dell’esperienza in ospedale meriti spazio e dignità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.