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Destinazione Emilia-Romagna, festività di fine anno con presenze diffuse e strutture quasi al completo

11/01/2026

Destinazione Emilia-Romagna, festività di fine anno con presenze diffuse e strutture quasi al completo

Tra Natale e Capodanno l’Emilia-Romagna ha confermato una capacità di attrazione turistica ampia e trasversale, capace di coinvolgere città d’arte, costa e montagna in modo equilibrato. L’avvio del 2026 restituisce un quadro di occupazioni elevate, flussi costanti e una presenza distribuita sull’intero territorio regionale, segno di una domanda che premia la varietà dell’offerta e la tenuta dei servizi anche nei periodi di maggiore concentrazione.

Le strutture ricettive hanno lavorato con livelli prossimi al tutto esaurito, mentre piazze ed eventi hanno scandito un calendario fitto, capace di intercettare pubblici diversi. Un andamento che rafforza il posizionamento della Regione Emilia-Romagna come destinazione completa, dove l’esperienza turistica non si esaurisce in un solo contesto ma si articola tra cultura urbana, mare e Appennino.

Montagna, l’Appennino bolognese trainato dalla neve

A sostenere una quota rilevante delle presenze è stato l’Appennino bolognese, favorito da condizioni meteo favorevoli e da un innevamento che ha reso particolarmente attrattivi i comprensori sciistici. Al Corno alle Scale le presenze hanno sfiorato il tutto esaurito, con un’affluenza costante lungo l’intero arco delle festività. Sci alpino, sport invernali e turismo di prossimità hanno trovato una risposta organizzativa solida, capace di sostenere la domanda senza flessioni.

La montagna si è confermata così una componente strutturale del sistema turistico regionale, non limitata alla dimensione stagionale ma inserita in una visione più ampia di fruizione annuale del territorio.

Riviera e città d’arte, Capodanno ad alta occupazione

Numeri significativi anche lungo la Riviera, dove il Capodanno ha fatto registrare tassi di occupazione delle camere tra l’80 e il 90%. Molte strutture alberghiere hanno scelto di restare aperte per tutto il periodo festivo, intercettando una domanda legata a eventi, pacchetti di fine anno e soggiorni brevi, capaci di mantenere alto il livello delle presenze anche fuori stagione.

Le città d’arte hanno completato il quadro con un afflusso continuo di visitatori, sostenuto da un calendario diffuso di iniziative locali. Capofila Bologna, dove per Capodanno l’occupazione alberghiera ha superato il 90%, avvicinandosi al sold out. Dati che evidenziano la capacità delle destinazioni urbane di gestire flussi concentrati, offrendo al tempo stesso esperienze culturali e ricreative di qualità.

La visione regionale per l’Appennino

A fare il punto sull’andamento turistico e sulle politiche regionali è stato Michele de Pascale, in visita al Corno alle Scale insieme alla sindaca di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi, e al presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri. De Pascale ha sottolineato come i dati delle festività confermino la capacità dell’Emilia-Romagna di intercettare pubblici diversi e di valorizzare in modo diffuso le proprie vocazioni territoriali.

L’attenzione regionale verso l’Appennino bolognese viene letta come un impegno strutturale, orientato a servizi, infrastrutture e qualità dei luoghi, con l’obiettivo di rendere la montagna un territorio da vivere e abitare durante tutto l’anno. Un’impostazione che guarda anche allo sport come leva di sviluppo e formazione, valorizzando realtà capaci di generare talento e prospettive, in vista di appuntamenti internazionali come le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.