CNA: i dazi pesano sul Made in Italy, -3,7% l’export tradizionale verso gli USA
04/03/2026
L’effetto dei dazi sul commercio con gli Stati Uniti non emerge a prima vista nei dati complessivi, ma diventa evidente quando si guarda oltre la performance straordinaria del comparto farmaceutico. È quanto rileva l’Area Studi e ricerche della CNA, che ha elaborato i dati Istat sul 2025: le vendite italiane negli USA crescono del 7,2%, ma l’incremento è trainato quasi esclusivamente dal farmaceutico, in aumento del 54% fino a 15,7 miliardi di euro, pari al 22,7% dell’export verso il mercato americano.
Al netto di questo comparto, l’export italiano negli Stati Uniti registra una flessione dell’1,7% (863 milioni di euro), mentre i settori tradizionali del Made in Italy accusano un calo del 3,7%, pari a 1,3 miliardi. Una dinamica in controtendenza rispetto al dato complessivo delle vendite all’estero, che segnano un progresso dell’1,7%.
Auto, mobili e metalli in difficoltà, moda in controtendenza
Nel dettaglio, le produzioni alimentari arretrano del 4,5% (-348 milioni), il settore auto subisce una contrazione del 18,5% (-655 milioni), i mobili calano dell’8,2% (-131 milioni), i prodotti in metallo del 7,9% (-249 milioni) e la meccanica del 3,4% (-435 milioni). Si tratta di filiere che coinvolgono in larga misura piccole e medie imprese, per le quali il mercato statunitense rappresenta oltre il 16% dell’export complessivo.
In questo quadro, la filiera della moda — tessile, abbigliamento e pelletteria — mostra una tenuta significativa: con 5,7 miliardi di euro di vendite negli USA, segna un incremento del 2,4% sull’anno precedente, sostenuto dal buon andamento dell’ultimo trimestre (+5,6%).
Il ruolo del farmaceutico e l’impatto sull’interscambio
Il farmaceutico ha inciso anche sull’andamento complessivo dell’interscambio. A livello globale, le esportazioni del settore crescono del 28,5%, con punte superiori al 100% in Francia e Spagna e un raddoppio in India, mentre si registrano flessioni in Germania (-13,2%) e nel Regno Unito (-1%). L’ampiezza delle variazioni suggerisce una riorganizzazione dei flussi commerciali da parte delle multinazionali.
Sul fronte delle importazioni, l’Italia registra un +100% di acquisti di prodotti farmaceutici dagli Stati Uniti, per un valore di 14,6 miliardi su un totale di 35 miliardi di import dall’altra sponda dell’Atlantico, con un’accelerazione marcata nell’ultimo mese dell’anno (+362% a dicembre). L’incremento delle importazioni manifatturiere (+42,1% sull’anno, +80% a dicembre) ha contribuito alla riduzione dell’avanzo commerciale.
Per il presidente CNA Dario Costantini, l’analisi conferma che i dazi hanno inciso negativamente sui comparti tradizionali e sulle piccole imprese. La priorità, sottolinea, è garantire stabilità al commercio internazionale, ridurre le barriere e accompagnare le imprese nell’apertura verso nuovi mercati.
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