Carpi, la Polizia di Stato incontra gli studenti del Liceo Fanti: focus su violenza di genere e strumenti di tutela
18/02/2026
Un confronto diretto, concreto e costruito per parlare ai ragazzi con un linguaggio comprensibile, senza retorica e senza scorciatoie. Il 13 febbraio la Polizia di Stato ha incontrato gli studenti delle classi quarte del Liceo Scientifico “Fanti” di Carpi per approfondire il tema della violenza di genere, affrontandolo non soltanto come questione sociale, ma come fenomeno che richiede consapevolezza, riconoscimento precoce dei segnali e conoscenza degli strumenti di protezione disponibili.
L’iniziativa rientra in un progetto più ampio dal titolo “La costituzione e la cittadinanza - educazione alla legalità - discriminazioni - parità e pari opportunità”, promosso dalla Commissione per le Pari Opportunità del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali della provincia di Modena e regionale dell’Emilia-Romagna. Un percorso educativo che punta a fornire agli studenti competenze civiche reali, attraverso incontri con istituzioni e professionisti capaci di portare esempi pratici e riferimenti normativi.
Reati, misure cautelari e “codice rosso”: l’approccio operativo della Polizia
A guidare l’incontro è stata l’Ispettore Beatrice Biasoli del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Carpi, che ha affrontato la tematica partendo dal quadro normativo, illustrando i reati più ricorrenti legati alla violenza di genere e spiegando quali siano gli strumenti previsti dall’ordinamento per contrastare comportamenti persecutori, aggressioni e maltrattamenti.
Particolare attenzione è stata dedicata ai provvedimenti di prevenzione e tutela, come le diverse forme di ammonimento, le misure cautelari disposte dall’autorità giudiziaria e l’impiego del braccialetto elettronico, strumento che può diventare determinante nei casi in cui sia necessario monitorare un soggetto e prevenire ulteriori episodi di violenza.
Accanto alla parte teorica, Biasoli ha condiviso la propria esperienza maturata sul campo durante interventi legati a situazioni di “codice rosso”, offrendo agli studenti una prospettiva concreta sul lavoro quotidiano delle forze dell’ordine e sulle difficoltà che spesso accompagnano l’emersione delle violenze, soprattutto quando le vittime faticano a denunciare o a raccontare ciò che stanno vivendo.
Simulazioni in classe e consapevolezza digitale: il ruolo dell’empatia e dei social
Uno dei momenti più significativi dell’incontro è stato il coinvolgimento diretto degli studenti attraverso una simulazione pratica. I ragazzi si sono alternati nei ruoli di vittima e operatore di Polizia, sperimentando in prima persona quanto sia delicato il momento della richiesta di aiuto e quanto conti la relazione di fiducia che può instaurarsi tra chi denuncia e chi interviene.
L’esercitazione ha permesso di evidenziare un elemento spesso sottovalutato: l’empatia non è un dettaglio emotivo, ma una leva concreta che può aiutare a superare il muro di paura e resistenza dietro cui, frequentemente, si nasconde chi subisce violenza.
Nel corso della giornata sono stati affrontati anche temi legati al corretto utilizzo dei social network, alla protezione dei dati personali e alle strategie per navigare in rete in modo sicuro. Un aspetto sempre più centrale, considerando che molte dinamiche di controllo, minaccia o persecuzione si sviluppano proprio attraverso strumenti digitali. L’argomento sarà inoltre approfondito con una simulazione di processo prevista all’interno del progetto scolastico.
Infine, agli studenti è stato illustrato il funzionamento dell’app “Youpol” della Polizia di Stato, inizialmente nata per segnalare episodi di bullismo e spaccio e successivamente estesa anche ai casi di violenza di genere, offrendo un canale immediato e discreto per chiedere aiuto e avviare un intervento.
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