Caffè Concerto, il Comune verso un nuovo gestore: decadenza della concessione e azione per recuperare i crediti
10/02/2026
Il Caffè Concerto torna al centro del dibattito in Consiglio comunale e, questa volta, con una prospettiva operativa dichiarata: il Comune intende avviare in tempi brevi una procedura di evidenza pubblica per selezionare un nuovo soggetto e un nuovo progetto gestionale. A dirlo è l’assessore al Patrimonio Giulio Guerzoni, intervenuto nella seduta di lunedì 9 febbraio rispondendo alle interrogazioni di Dario Franco (FdI) e Katia Parisi (Modena Civica), ricostruendo cause, numeri e passaggi amministrativi che hanno portato alla decadenza della concessione.
Il quadro, secondo Guerzoni, è definito: le inadempienze del concessionario hanno reso inevitabile la decadenza contrattuale; in parallelo, l’Amministrazione ha già attivato strumenti legali per il recupero delle somme dovute, mentre rimane aperto il nodo del contenzioso e della piena riconsegna degli spazi.
Debito verso il Comune: 932 mila euro tra canoni, interessi e utenze
L’assessore ha indicato una cifra precisa: alla data del 23 dicembre 2025, quando è stata trasmessa al concessionario la comunicazione di decadenza, il debito della società Rrem (Retail Real Estate Management srl) ammonta a 932 mila euro, comprensivi di canoni, interessi di mora e rimborsi utenze.
Nel dettaglio:
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562 mila euro: canoni fatturati fino al 30 aprile 2025, non pagati, più 8.500 euro di interessi di mora;
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123 mila euro: canoni fatturati per maggio–dicembre 2025, scaduti senza pagamento, con interessi in corso di calcolo;
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238 mila euro: rimborsi utenze calcolati fino all’8 aprile 2025, non corrisposti, mentre è in corso anche il calcolo delle utenze dal 9 aprile 2025.
Guerzoni ha inoltre precisato che, per quanto riguarda gli effetti indiretti, non risultano impatti sui bilanci delle società partecipate.
Accantonamenti contabili e tutela del bilancio comunale
Sul piano contabile, l’assessore ha spiegato che gli uffici comunali hanno disposto accantonamenti coerenti con le regole di prudenza, distinguendo tra crediti scaduti e crediti non ancora scaduti.
Per il 2024, sono stati previsti accantonamenti a fondo crediti di dubbia esigibilità per 484 mila euro di canoni e 286 mila euro di utenze. Per il 2025, sugli accertamenti contabili relativi a crediti non ancora scaduti, sono stati disposti accantonamenti nel fondo rischi di competenza per 163 mila euro di canoni e 51 mila euro di utenze. La stessa impostazione viene indicata anche per il 2026, e per gli anni successivi fino alla scadenza, con importi analoghi e una riduzione prevista nel 2030.
Decadenza della concessione e ricorso: tempi e prossimi passi
Il Comune, ha ricostruito Guerzoni, ha dichiarato la decadenza per inadempimento dopo che il concessionario non ha pagato i canoni maturati fino al 30 aprile 2025 né entro il termine ordinario né entro i successivi 15 giorni concessi con intimazione.
La sequenza indicata è questa:
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23 dicembre 2025: notifica della decadenza contrattuale al concessionario;
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richiesta di riconsegna dei locali entro il 22 gennaio 2026;
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nello stesso 23 dicembre 2025: presentazione di un ricorso per decreto ingiuntivo finalizzato al recupero dei crediti.
Dopo la scadenza dei termini per l’eventuale opposizione al decreto, verrà valutata l’escussione della fideiussione, pari a 212 mila euro, come ulteriore strumento di recupero.
Perché non è stata revocata prima: trattative e nodo utenze
Uno dei punti sollevati in aula riguardava il motivo per cui la concessione non fosse stata revocata già nell’estate 2025. Guerzoni ha spiegato che la scelta è dipesa dal protrarsi delle trattative avviate per tentare un accordo conciliativo, con l’obiettivo di chiudere la vicenda senza contenzioso.
Nel racconto dell’assessore, la società avrebbe contestato aspetti legati a lavori per la separazione e contabilizzazione delle utenze e all’adeguamento parziale della rete elettrica, interventi collegati a un più ampio piano di adeguamento dell’intero palazzo comunale. Le opere di separazione, secondo quanto riferito, sarebbero state completate dal Comune nell’estate 2024.
Sul fronte della ristrutturazione del locale, Guerzoni ha ricordato che in sede di gara era stato presentato un progetto tecnico regolare, ma i lavori non sono stati poi realizzati.
La chiusura del locale e il passaggio al nuovo bando
Tra gli elementi citati in Consiglio, l’assessore ha riferito che il concessionario, durante le trattative, avrebbe deciso a fine luglio 2025 la chiusura unilaterale dei locali, senza informare preventivamente il Comune. Nel periodo compreso tra ottobre 2024 e giugno 2025, l’Amministrazione avrebbe incontrato la proprietà nove volte, cercando un piano di rientro; l’accordo non è stato raggiunto perché le richieste della società avrebbero comportato un sostanziale azzeramento del debito e un prolungamento della concessione oltre i termini previsti, condizioni ritenute incompatibili con l’aggiudicazione.
Ora, in attesa di rientrare in possesso degli spazi, l’obiettivo dichiarato è avviare una nuova procedura pubblica per restituire alla città un luogo che l’Amministrazione definisce strategico nel cuore del centro storico, puntando su un progetto gestionale capace di valorizzare sia l’immobile sia il suo contesto.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to