Autonomie scolastiche, Braglia esprime preoccupazione: “Rischio penalizzazioni per i territori”
15/01/2026
Preoccupazione per i tempi e per gli effetti sul territorio: è il messaggio che arriva dal presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, in merito alla decisione del Governo di commissariare la Regione Emilia-Romagna sul piano di accorpamento delle autonomie scolastiche. Il provvedimento riguarda la soppressione di 17 autonomie a livello regionale e produrrà ricadute anche nel modenese, con l’unione degli istituti comprensivi che non raggiungono i requisiti numerici previsti.
Secondo Braglia, il commissariamento rischia di non tenere adeguatamente conto delle peculiarità e delle fragilità locali, soprattutto in un territorio articolato come quello modenese. A pesare, oltre al merito delle scelte, sono anche le tempistiche ristrette imposte dal provvedimento, che potrebbero ostacolare un confronto approfondito e condiviso tra istituzioni.
Capillarità dei servizi e pari opportunità
Nel suo intervento, il presidente sottolinea come la soppressione delle autonomie scolastiche possa tradursi in una riduzione della presenza del servizio educativo sul territorio. Un effetto che, a suo avviso, metterebbe in discussione il lavoro svolto negli ultimi anni per garantire capillarità e prossimità, elementi considerati essenziali per assicurare pari opportunità alle studentesse e agli studenti.
Il tema assume un rilievo particolare in una provincia che, oltre a servire le comunità locali, è anche fortemente attrattiva per studenti provenienti da aree limitrofe come Reggio Emilia, Bologna e Ferrara. In questo quadro, la riorganizzazione degli istituti rischia di incidere non solo sull’offerta educativa, ma anche sull’equilibrio complessivo dei flussi scolastici.
Dialogo con il commissario e tutela delle aree fragili
Pur ribadendo le criticità del provvedimento, Braglia esprime un elemento di cauto apprezzamento per la scelta del commissario: il dottor Di Palma, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, ritenuto una figura che conosce già il contesto provinciale. Da qui l’auspicio che la Provincia possa essere coinvolta attivamente nella fase decisionale, soprattutto per quanto riguarda la tutela delle periferie, delle aree montane e dei territori più esposti a criticità legate alla posizione geografica e all’accessibilità dei servizi.
In questa direzione si colloca anche l’iniziativa del gruppo di maggioranza del Consiglio provinciale Modena Insieme per una nuova Provincia, che nella giornata di mercoledì 14 gennaio ha rivolto un appello affinché l’ente provinciale sia parte del confronto con il commissario.
Effetti dal 2026/2027
La riorganizzazione entrerà in vigore dall’anno scolastico 2026/2027 e comporterà l’accorpamento degli istituti comprensivi sotto la soglia numerica stabilita. Una prospettiva che apre ora una fase delicata, nella quale le scelte operative saranno determinanti per evitare squilibri e garantire che il riassetto non si traduca in una penalizzazione per i territori più fragili.
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