Autonomia differenziata, la Cisl chiede una pausa: “Serve il coinvolgimento pieno delle parti sociali”
21/02/2026
L’avvio dell’esame, da parte del Consiglio dei Ministri, degli schemi preliminari delle intese sull’autonomia differenziata presentati da Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria apre una fase che la Cisl definisce “complessa e articolata”. Per la Confederazione di via Po, il percorso non può procedere senza un confronto strutturato con le forze sociali, a partire dal sindacato, chiamato a partecipare alla definizione dei contenuti delle intese.
In una nota diffusa nelle ore successive alla riunione del Governo, la Cisl sottolinea che una definizione condivisa e partecipata rappresenta il primo passaggio necessario per costruire percorsi di autonomia capaci di generare sviluppo, crescita e occupazione nei territori, evitando squilibri e frammentazioni.
Il nodo dei LEP: priorità prima di ogni trasferimento
Secondo il sindacato, anche se gli schemi preliminari attualmente in esame riguardano il trasferimento delle cosiddette “materie non LEP” – cioè ambiti per i quali non è richiesta la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni – restano necessari prudenza e attenzione.
La Cisl richiama quanto già sostenuto in sede di audizione parlamentare sul disegno di legge delega per la determinazione dei LEP: la loro definizione dovrebbe precedere qualsiasi trasferimento di competenze alle Regioni, indipendentemente dal fatto che si tratti di materie formalmente classificate come LEP o non LEP. Il timore espresso è che alcune materie considerate “non LEP” possano comunque incidere su diritti civili e sociali che, per loro natura, devono essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
La questione, dunque, non è soltanto tecnica o procedurale, ma riguarda l’equilibrio tra autonomia regionale e coesione nazionale, con particolare attenzione alla tutela dei diritti fondamentali e alla sostenibilità dei sistemi di welfare.
La richiesta di una pausa e di un confronto strutturato
Alla luce di queste considerazioni, la Cisl auspica una pausa nell’iter, almeno fino all’approvazione definitiva della legge delega sulla determinazione e sul finanziamento dei LEP. Una sospensione che consentirebbe, secondo la Confederazione, di approfondire gli aspetti più delicati e di coinvolgere in modo pieno e trasparente i portatori di interesse.
Per il sindacato, la materia richiede un confronto ampio, capace di tenere insieme esigenze di autonomia e garanzie di equità, evitando che la riorganizzazione delle competenze produca disparità territoriali o incertezze nella fruizione dei servizi pubblici.
Il dibattito sull’autonomia differenziata entra così in una fase cruciale, in cui la definizione dei contenuti e delle modalità di attuazione sarà determinante per delineare i rapporti tra Stato e Regioni e per misurare la capacità del sistema istituzionale di coniugare efficienza amministrativa e tutela uniforme dei diritti.
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